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Alcuni giorni in Val di Cornia

In maniera del tutto imprevista, ho avuto l'opportunità di trascorrere alcuni giorni in un territorio molto bello, ricco di cultura, con un paesaggio mozzafiato (se si escludono alcune ferite inferte dalle cave alle montagne), con centri molto curati, spazi pubblici puliti, servizi turistici mediamente di qualità. Come sempre mi fa piacere condividere alcune sensazioni-osservazioni e anche le foto. Un territorio che conoscevo bene dagli studi, meno bene come rapporto diretto. L'opportunità è nata  per un breve soggiorno presso un centro termale, con una ampia piscina con acqua calda intono ai 30 gradi e varie altre strutture. Un posto assolutamente gradevole, che consente un notevole relax. E' l'occasione per qualche giro nel territorio, per visitare piccoli centri come Sassetta o Suvereto, che, nonostante la pressione turistica, restano abbastanza autentici e piacevoli. Ma è l'occasione soprattutto per una giornata dedicata ai Parchi di Val di Cornia,m un sistema che compie 20 anni di attività e che resta un vero modello di gestione. Grazie a Silvia Guideri visitiamo Rocca san Silvestro, straordinario sito archeominerario indagato dal grande Riccardo Francovich, che fu l'artefice anche del parco. Poi un giro in miniera, prima con una competentissima geologa del Parco, poi con il trenino che piace tanto ai bambini: emozionante il momento in cui nel buio della miniera di ascoltano i versi di una poesia scritta da un minatore e dedicata al Parco. Poi una puntata in quel paradiso che è l'acropoli di Populonia (non senza un bagno sulle spiagge della baia di Baratti) e infine una breve visita al borgo di Populonia, un complesso privato, molto turistico ma ben conservato, e al suo piccolo ma interessante museo. Un soggiorno che consiglio assolutamente a tutti coloro che amano la cultura, l'archeologia, il paesaggio, il mare e la buona cucina.

Ps. Piccola appendice sulla Società Parchi Val di Cornia: come ho detto la considero ancora un modello, a 20 anni di distanza dalla sua nascita. Gestisce bene, ha persone competenti, fornisce servizi di qualità ai visitatori e ai cittadini del luogo, arricchisce significativamente l'offerta turistica che conta su musei, parchi archeologici e ambientali, non limitando il turismo solo al sole e al mare. Ha dato un contributo significativo al superamento della crisi dell'acciaio e alla riconversione del territorio. Dà lavoro a 70 persone, prevalentemente giovani e donne, di cui una trentina a tempo indeterminato, il resto stagionali. Penso che possa e debba avere una ulteriore evoluzione, un po' tornando alle origini, quando era una società mista, pubblico-privato, mentre poi è diventata solo pubblica, di cui sono soci i comuni del territorio. Potrebbe evolversi in un consorzio o, meglio, in una fondazione, di cui l'attuale Società sarebbe socio fondatore, includendo privati, in particolare operatori turistici, aziende agroalimentari, ecc., ma anche l'Università di Siena (che qui lavora da sempre), Fondazioni di origine bancaria e di altro tipo. In modo da poter svolgere un ruolo ancor più ampio, più strategico per lo sviluppo territoriale. Ma questo è solo un mio suggerimento. Auguri


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