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Alla scoperta di Castiglione, la città perduta tra le campagne

A pochi chilometri da Conversano, città d’arte di grande pregio, con chiese, palazzi, monasteri e un’intensa vita culturale molto apprezzata negli ultimi anni anche dai turisti, immersa tra campi coltivati e lembi di macchia mediterranea, si trova uno dei siti archeologici tra i più interessanti e ancora poco noti della Puglia: la collina di Castiglione. Un luogo strategico, posto su un’altura dominante, nei pressi di una preziosa riserva d’acqua, il cosiddetto Lago Castiglione, in un contesto rurale denso di valori storici, archeologici e paesaggistici. Un sito incantevole che merita di essere conosciuto, visitato, valorizzato, vissuto.

Le fasi meglio attestate sono quelle relative alla civiltà peucezia e, dopo un lungo silenzio, all’età medievale.

L’abitato peucezio di Castiglione gravitava nell’orbita Norba, centro dominante in questa porzione del territorio pugliese. A sua volta la collina di Castiglione rappresentava il presidio strategico e meglio difeso di un abitato più ampio sparso nel territorio. Testimoniano l’importanza di questo sito le possenti mura “megalitiche” edificate nel corso del VI secolo a.C., ancora ben visibili, conservate per quasi mezzo chilometro, oltre ad alcune residenze aristocratiche e a una serie di sepolture, tra cui una, scoperta nel 1953, non lontano dall’altura: un possente tumulo con un diametro di 30 metri e un’altezza di 5 relativa a un personaggio di spicco, il cui ricco corredo, con vasi geometrici, un vaso di bronzo, una lancia di ferro, un elmo ed elementi della bardatura di un cavallo, databili al VI secolo a.C.,  è possibile ammirare nel Museo di Conversano, dove si spera siamo esposti a breve tutti i reperti rinvenuti anche a Castiglione.

Questo abitato peucezio non superò la fase dei primi contatti con Roma, risultando abbandonato, come altri verso, la fine del IV secolo a.C.

L’occupazione torna a farsi evidente nel pieno Medioevo, e più precisamente in età angioina, quando la collina di Castiglione ospitò nuovamente un abitato ampio, ben organizzato e difeso, sviluppatosi nell’area di influenza politica ed economica della vicina città di Conversano. Il primo documento con l’indicazione del toponimo Castiliane risale al 1372, per cui è verosimile che il casale si sia sviluppato tra XIII e XIV. Sulle antiche mura poligonali di età arcaica si realizzò una poderosa cinta di fortificazione, alta ben 5 metri, che ancora oggi desta impressione nel visitatore. Sono evidenti le funzioni di difesa e controllo del territorio, svolte dal casale, oltre che di popolamento per lo sfruttamento agricolo.

In un abitato di questo tipo non poteva mancare una chiesa: e infatti scavi recenti hanno portato alla luce un edificio di culto, dedicato all’Annunziata, dalla semplice pianta ad aula unica. Accanto alla chiesa si trova una cappella funeraria destinata evidentemente a personaggi di rango della comunità locale: tra le tombe rinvenute, l’unica inviolata custodiva i resti di un uomo adulto, vissuto in un momento che è stato possibile definire grazie alla datazione effettuata con C14: la prima metà del XV secolo, coincidente con la fase di massimo sviluppo dell’abitato. Si tratta un personaggio benestante, che, come hanno dimostrato le accurate indagini archeo-antropologiche, si nutriva molto bene, soprattutto con un’alimentazione a base di carne, faceva molta attività fisica e andava spesso a cavallo, tanto che in un’occasione almeno aveva subito una brutta caduta, procurandosi una lussazione della spalla mai curata. Il “Cavaliere di Castiglione” non superò i 50 anni, quando la morte lo colse forse per un infarto.

Oltre alla chiesa, un edificio di notevoli dimensioni, costruito con una tecnica molto simile, è stato individuato all’ingresso del villaggio. Provvisto di una cisterna, pavimentato con lastrine calcaree, si articola in vari ambienti, che riutilizzano i muri di un edificio arcaico distrutto, svolgendo forse la funzione di botteghe e magazzini, strategicamente posti nei pressi dell’ingresso principale del casale. Altri resti della cittadella medievale sono sparsi al di sotto della fitta vegetazione spontanea e della macchia e il visitatore potrà scorgerne le tracce passeggiando nel sito.

L’abbandono del villaggio si data negli ultimi decenni del XV secolo, come sembrano mostrare le fonti sia documentarie sia archeologiche: un’iscrizione ci informa sul trasferimento di un abitante di Castiglione a Conversano nel 1472, mentre in un documento del 1494 Castiglione viene descritta orami come un casale disabitato. Tutti gli edifici, compresa la chiesa furono abbandonati e distrutti. Ma per il sito comincio un’altra fase di utilizzo, come punto di osservazione, nel territorio ormai dominato dagli Acquaviva d’Aragona, conti di Conversano. Proprio a questa fase si attribuisce il monumento più monumentale e meglio conservato, cioè la torre, realizzata non già a difesa del villaggio, ma esclusivamente con una funzione di avvistamento e controllo, grazie alla possibilità di una visione estesa fino alla costa. L’interno della torre è suddiviso in tre livelli, l’inferiore probabilmente con la funzione di cisterna, i due superiori destinati ad accogliere i pochi uomini preposti alla vigilanza del territorio.

Il sito, finora oggetto di sporadiche ricerche e campagne di scavi, condotte in vari momenti dalla Soprintendenza e, agli inizi degli anni 80, dalla compianta Prof. Meluta Marin dell’Università di Bari, meriterebbe non solo l’avvio di indagini sistematiche ma anche un progetto complessivo di sistemazione e valorizzazione. Molti ancora gli aspetti da chiarire: non solo la fisionomia degli abitati di età arcaica e di età medievale, ma anche il reale interruzione di occupazione in età romana e altomedievale.

L’interesse, però, va crescendo e molte sono le attività condotte recentemente e ancor di più sono quelle in programma grazie all’impegno del Comune di Conversano: tra queste il progetto “MUSeCONOMIA – Le strade della storia” promosso dalla città metropolitana di Bari e il progetto “Castiglione: archeologia, paesaggi storici, comunità”, finanziato dal Comune e coordinato da Roberto Goffredo, che vede coinvolti le Università di Foggia, l’Università e il Politecnico di Bari e prevede anche vere e proprie iniziative di ‘archeologia pubblica, per favorire il coinvolgimento della comunità locale. Castiglione è stato candidato anche a ‘Luogo del Cuore FAI’ e nei giorni 27 e 28 giugno 2020 si sono tenute nel sito le “Giornate FAI all’aperto”, con visite guidate. Spero che possa pertanto conquistare anche il cuore di molti visitatori.

 

1. Conversano, la collina di Castiglione vista dall’alto

2. Conversano, Museo Civico. Alcuni elementi del corredo di una tomba del VI secolo a.C. in località Specchia: elmo corinzio e frontale di cavallo.

3. Castiglione. La chiesa medievale dell’Annunziata vista dall’alto.

4. Castiglione, la torre medievale

4. Il paesaggio rurale e la masseria Castiglione osservati dalla torre medievale.

 

Le foto 1,3,4,5 sono di Paolo Perfido.

 

 Pubblicato in La Repubblica Bari, 20.8.2020, pp. 10-11.


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