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L'isola delle rose

Giorni di (piacevole) clausura familiare, ideali, oltre che per le delizie della tavola, anche per guardare film e serie (per me una novità: continuo a godere il piacere della bella serie francese Dis pour cent). Ieri è stato il caso dell'italiano 'L'incredibile storia dell'isola delle rose' di Sidney Sibilia, il geniale regista di 'Smetto quando voglio'. Mi è piaciuto e mi ha fatto scoprire una vicenda che sinceramente ignoravo, quella dell'esperimento della 'Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose' realizzata che l'ing. Giorgio Rosa tra il 1957 e il 1967 e che il 1 maggio del 1968 si proclamò micronazione indipendente, emettendo passaporti, moneta e francobolli. Attori molto bravi, a partire dal protagonista Elio Germano, e vicenda ben raccontata, anche se molto romanzata rispetto a quella reale: Giorgio Rosa, ingegnere che da giovane aveva aderito alla Repubblica di Salò, mise molti anni per realizzare la sua piattaforma in acque internazionali e non sono mai stati davvero chiariti gli obiettivi che si poneva con quel suo progetto. Nel film Rosa viene presentato come un geniale, stravagante, sognatore, progressista, un po' anarcoide. Non male anche gli spunti sul contesto politico, con una rappresentazione realistica e al tempo molto ironica e divertente dei governi democristiani dell'epoca, con Giovanni Leone interpretato da Luca Zingaretti, irriconoscibile, e Franco Restivo, ministro degli Interni, magistralmente interpretato da Fabrizio Bentivoglio, le influenze vaticane, gli organismi internazionali dell'ONU e del Consiglio d'Europa, la vita estiva di Rimini, le prime discoteche, le canzoni, i moti del 68. L'intervento militare italiano per distruggere la piattaforma rappresenta anche, per fortuna, l’unica guerra d’invasione della Repubblica Italiana.
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