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La Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia a difesa dell’autonomia di parchi e musei archeologici

La Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia (FCdA), facendo seguito ad un documento inviato in data 17 aprile al Ministro Alberto Bonisoli (che si allega), ribadisce le proprie forti perplessità sull’impianto complessivo della riorganizzazione proposta dal Ministro e ora circolante in una bozza di DPCM.

Ritiene, infatti, che tale riorganizzazione non solo non risolve una serie di problemi posti dalla precedente riforma del ministro Dario Franceschini, pure segnalati da varie realtà interne e esterne al MiBAC, ma crea anche ulteriore confusione e inutili scomposizioni degli organismi territoriali e ri-attribuzioni funzionali tali da generare nuovi disorientamenti nell’utenza e nei funzionari.

La FCdA ribadisce la sua preferenza per un modello incentrato su Soprintendenze uniche territoriali, a base regionale e dirette da dirigenti di livello generale con funzioni prevalenti di coordinamento, ma con una articolazione al loro interno in dipartimenti-aree funzionali (archeologia, architettura, paesaggio, arte, demoetnoantropologia, musei, archivi) diretti da dirigenti di livello non generale, con competenze tecniche specifiche e conseguente capacità di intervenire nel merito di problematiche settoriali. 

Dalla bozza attualmente circolante si apprende, inoltre, in maniera inaspettata, che saranno privati di autonomia alcuni Musei e Parchi archeologici: il Parco dell’Appia, il Museo delle Civiltà, il Museo etrusco di Villa Giulia (oltre alla Galleria dell’Accademia di Firenze; il Castello di Miramare, che inizialmente sembra dover perdere l’autonomia, l’ha recuperata in una versione successiva della bozza, a scapito del Museo delle civiltà). La FCdA ritiene un grave errore tale declassamento, con inevitabile successivo accorpamento a altri Istituti (non si sa se Soprintendenze o un altro Parco-Museo autonomo o l’attuale Polo museale del Lazio che si trasforma in una delle ‘Direzioni territoriali delle reti museali’ previste dalla riorganizzazione). Si tratta di tre realtà di straordinaria importanza: il Parco dell’Appia ha competenze su un territorio molto delicato e complesso, che si sviluppa anche oltre i confini regionali, e solo da poco, dopo la difficile fase di avvio, sta finalmente prendendo corpo anche grazie all’assegnazione di vari funzionari e alla recentissima selezione del nuovo direttore. Il Museo delle Civiltà è stato istituito solo pochi anni fa con la fusione di quattro grandi musei di rilevante tradizione, nati con la volontà di rappresentare grandi realtà museali di respiro anche internazionale e pertanto non riferibili a specifici territori (Museo preistorico etnografico "Luigi Pigorini", Museo delle arti e tradizioni popolari "Lamberto Loria", Museo d'arte orientale "Giuseppe Tucci", Museo dell'alto Medioevo "Alessandra Vaccaro"). Si tratta della più grande realtà museale nazionale in campo pre-protostorico, orientalistico e demoetnoantropologico e in tal senso riteniamo che si dovrebbe cogliere le potenzialità di sviluppo che l’autonomia può compiutamente garantire. La perdita dell’autonomia e il suo accorpamento ad altre realtà sarebbero molto grave, incomprensibile in un momento in cui anche il Museo delle arti orientali è stato trasferito all’EUR ed è in fase di nuovo allestimento. il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, nato con la volontà di rappresentare una delle principali civiltà dell’Italia antica, ha sviluppato in questi ultimi anni numerose attività scientifiche e culturali, raccogliendo una grande apprezzamento da parte dei visitatori, della comunità scientifica e anche della cittadinanza. La privazione della sua autonomia inciderebbe quindi sulle notevoli potenzialità di sviluppo del Museo che invece andrebbe fortemente sostenuto per la sua rilevanza culturale.

Un museo-parco è e deve essere un luogo di tutela, di ricerca scientifica, di formazione e di educazione al patrimonio, di servizio per la società: i musei e i parchi archeologici che si prevede ora di declassare sono importanti realtà che necessitano di ulteriore sostegno e valorizzazione, nel quadro di una politica complessiva di rafforzamento dell’intero comparto dei beni archeologici e culturali. Per tali rilevanti motivazioni la FCdA chiede al Ministro Alberto Bonisoli di mantenere l’autonomia di tali importanti e uniche realtà culturali.


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