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Le sorprese a Palermo: il Monastero di S. Caterina di Alessandria

Una bellissima scoperta a Palermo (dove di scoperte se ne possono fare tantissime!). Grazie al suggerimenti di cari amici, Francesca Spatafora e suo marito Pippo Armato, ho la possibilità di conoscere una realtà straordinaria nel core di Palermo, uno dei più grandi, ricchi e potenti monasteri di clausura domenicani, con una storia lunghissima dal Medioevo al Novecento, che nei momenti d'oro, tra Cinquecento e Settecento, ha contato oltre quattrocento suore e madri superiore di altissimo livello, fino alle tre suore che nel 2014 hanno dovuto lasciare per trasferirsi a Rieti. Visitiamo il monastero con Maria Olivieri, una laurea in filosofia, una dei giovani che da un anno, insieme all'attivo don Bucaro, hanno restituito a nuova vita questo concentrato di storia, di spiritualità, di studio, di lavoro, di vita segregata con regole ferree. Visitiamo così il refettorio, le cucine, il dormitorio, l'appartamento della madre superiora, fino ai tetti dai quali si gode una vista meravigliosa di Palermo. Poi i percorsi che portano alle splendida chiesa, con le grate dietro le quali le suore assistevano alle cerimonie religiose, per poi scendere nell'edificio di culto, riccamente decorato con marmi, affreschi, sculture, arredi preziosi. Una vera scoperta. Un modello anche di gestione, grazie alla coop Pulcherrima Res, che si sostiene, dando lavoro a cinque persone, oltre a vari volontari e ai ragazzi del servizio civile, in particolare con il recupero della dolceria e delle antiche e segrete ricette delle suore per realizzare magnifici dolci, vere e proprie opere d'arte. Un esempio importante di come con forme di 'gestione dal basso' sia possibile recuperare beni che sarebbero stati condannati a restare chiusi e inaccessibili (o a altre destinazioni di tutt'altro tipo), restituire realtà sconosciute ai cittadini e ai visitatori, creare lavoro oltre a molti altri risvolti positivi sotto il profilo sociale (i ragazzi gestiscono una mensa per i poveri, grazie ai proventi dei dolci e a donazioni). Bravissimi! Una visita che assolutamente consiglio. E consiglio di acquistare anche tanti dolci: sono buonissimi e fanno molto bene!
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