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Nell'antica Vaste le radici del Salento. Viaggio nella storia lungo 3.100 anni

Una delle capitali della civiltà messapica e salentina. Così può essere definita Vaste, nel territorio del comune di Poggiardo, a circa 15 km da quel colosso del turismo che è Otranto.  È certamente uno tra i più importanti e meglio indagati siti archeologici della Puglia, grazie alle ricerche archeologiche sistematiche avviate fin dal 1981 da un grande archeologo come Francesco D’Andria e più recentemente dai suoi allievi, Giovanni Mastronuzzi e Valeria Melissano dell’Università del Salento. Vaste, infatti, è stata per molti anni sede di cantieri scuola di archeologia in collaborazione con Soprintendenza, Ecole Française de Rome e Scuola Normale di Pisa e con la partecipazione di centinaia studenti non solo leccesi ma anche di molte università straniere (USA, Francia, Belgio, Olanda, Turchia, Grecia, Spagna, Irlanda, Albania).

Di recente è stato istituito il Sistema Museale di Vaste e Poggiardo (http://www.sistemamusealevastepoggiardo.it/home.php), alla cui progettazione e sistemazione ha offerto un contributo essenziale l’Università del Salento, insieme al fondamentale impegno di un appassionato e determinato studioso locale, Gianni Car­luccio. Comprende il Museo Archeologico di Vaste, il Parco dei Guerrieri e il Portale, le chiese rupestri dei Ss. Stefani e di S. Maria degli Angeli con il Museo degli affreschi bizantini e, infine, l’Arboreto Didattico: un insieme di straordinaria importanza che merita una visita, capace di offrire un percorso attraverso varie tappe di storia, dai Messapi all’età romana e tardoantica, dal Medioevo a oggi, non senza un tuffo nel paesaggio delle Serre Salentine in particolare grazie all’Arboreto didattico, dove è possibile incontrare non meno di dodici di orchidee spontanee e varie altre espressioni tipiche della vegetazione del territorio come la Santoreggia pugliese, la Quercia spinosa, il Mirto, il Corbezzolo, il Prugnolo.

Le presenze archeologiche a Vaste risalgono all’XI-X secolo a.C., quando, tra la fine dell’età del Bronzo e l’età del Ferro, l’abitato si articolava in nuclei di capanne. Nel VI secolo a.C. l’insediamento cambiò profondamente fisionomia, dotandosi di abitazioni con muri a secco e tetti coperti da tegole; è però la necropoli a fornire le informazioni maggiori su questi secoli di grande sviluppo della civiltà dei Messapi, popolo guerriero che diede sempre del filo da torcere alla greca Taranto, come dimostrano i ricchi corredi funerari. Lo sviluppò proseguì tra il IV e il III a.C., anche grazie a una florida economia agricola, agli scambi commerciali e a una straordinaria vitalità culturale e artigianale: lo testimoniano le monumentali cinte fortificate, le monete, le ricche tombe a camera, tra cui spicca il celebre Ipogeo delle Cariatidi, con corredi debordanti di vasi figurati greci. Al museo di Vaste, tra le tante altre meraviglie, il visitatore potrà ammirare un tesoretto di 150 stateri di argento delle zecche di Taranto, Heraclea e Thurii, un altro tesoretto di 59 monete di varia cronologia e provenienza, vari materiali della necropoli messapica del fondo Melliche, sculture e anche oggetti curiosi, come lo strepitoso nucleo di 17 tessere da gioco di età romana con iscrizioni e numeri. Il percorso si snoda seguendo l’evoluzione storica del centro e stabilendo sempre una relazione tra oggetti e alcuni temi centrali nella vita delle comunità antiche, come i rituali funebri, i culti, l’architettura messapica.

Efficaci le soluzioni adottate sia nel museo, ricco anche di plastici, bei disegni ricostruttivi, supporti multimediali, sia nel Parco dei Guerrieri, il cui portale propone la ricostruzione della fronte dell’Ipogeo delle Cariatidi (le sculture originali sono nei Musei di Taranto e Lecce), mentre il percorso di visita lungo il circuito murario è puntellato da sagome in ferro (vere opere d’arte di F. Zilli) che riproducono le sembianze di guerrieri tratte dalle immagini dei vasi apuli a figure rosse.

Se l’età romana rappresentò una fase di contrazione, con l’età tardoantica il territorio di Vaste tornò a essere significativamente popolato, come dimostra in particolare una delle più significative manifestazioni della cristianizzazione dei territori salentini offerta dal complesso paleocristiano di Fondo Giuliano, dove è stato indagata una chiesa martiriale, che aveva ospitato le reliquie di un santo martire (forse addirittura dello stesso Santo Stefano), cui era associato un fitto cimitero composto da un migliaio di tombe di fedeli attratti dalla presenza dei resti del martire, cui affidavano la possibilità della salvezza. In realtà si tratta di ben tre edifici di culto sovrapposti, risalenti a momenti diversi, il primo databile al IV-V secolo, il secondo del VI secolo, il terzo all’VIII-IX secolo.

La vita proseguì per tutta l’età medievale e moderna, finché Vaste assunse la fisionomia attuale di borgo aggregato intorno al bel Palazzo Baronale che oggi ospita il Museo.

Oltre al museo e al parco si consiglia una puntata ad altri monumenti di notevole interesse storico e artistico: le chiese rupestri, con splendidi cicli pittorici, tra cui una scena apocalittica nell’abside della chiesa dei Ss. Stefani (che riporta la data del 1379-80), riconducibile agli eventi dello scisma d’Occidente, la cui eco si spinse fino al basso Salento. Questa chiesa si trova non lontano dall’area del complesso paleocristiano di Fondo Giuliano mentre nel centro di Poggiardo è visitabile la chiesa rupestre di S. Maria degli Angeli, con le pregevoli manifestazioni dell’arte bizantina salentina.

Insomma Vaste offre un vero spaccato della storia antica, medievale e moderna di un centro del Salento. Ma rappresenta anche la dimostrazione di come la ricerca universitaria possa contribuire non solo alla conoscenza e alla formazione dei futuri archeologi ma anche alla valorizzazione del patrimonio, allo sviluppo turistico e, in generale, economico di un territorio, nonché all’educazione al patrimonio.

 

 

 

Didascalie:

 

1. Vaste. La chiesa paleocristiana (IV-VI secolo d.C.)

2. Vaste. Parte della necropoli messapica (VI-III secolo a.C.)

3. Poggiardo, Museo degli affreschi bizantini. Cripta di S. Maria degli Angeli

4. Museo di Vaste: tessere da gioco (II secolo a.C.)

5. Museo di Vaste: Testa di statua di culto (III secolo a.C.)

 

Immagini: cortesia del prof. Giovanni Mastronuzzi.

 


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