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Per Umberto Veronesi

«Umberto Veronesi è sicuramente tra gli scienziati italiani più noti e stimati al mondo, non solo per i risultati delle sue ricerche, ma anche per aver sempre interpretato la sua funzione di medico come funzione sociale, per l’impegno civile e per la sensibilità culturale e sociale, per la difesa dei diritti dei malati, per l’appassionata affermazione dei diritti degli animali, per le battaglie per la laicità e la liberta della ricerca, per la pace, per la sua critica agli squilibri nel mondo e alle diseguaglianze che condannano alla fame milioni di persone».

Con queste parole mi riferivo al prof. Umberto Veronesi in occasione della Laurea ad honorem conferita dalla nostra Università durante il mio rettorato. Mi piace ricordarle anche ora, quando il mondo della scienza inetrnazionale e anche tutta la società italiana piangono per la scomparsa di uno dei più grandi ricercatori, da sempre impegnato nella lotta contro il cancro. È stato un onore per me fare la sua conoscenza e averlo ospite all’Università in uno dei momenti più alti della vita accademica.


Ecco il testo della mia relazione introduttiva in quella occasione:

Saluto del Rettore

Autorità e gentili ospiti, cari colleghi e studenti, gentili relatori e partecipanti al XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Patologia e Medicina Orale e del I Congresso internazionale

nel porgere il mio più cordiale saluto a tutti Voi, intervenuti così numerosi oggi per rendere omaggio al prof. Umberto Veronesi, desidero subito esprimere al nostro illustre ospite, insieme a un caloroso benvenuto, le più vive felicitazioni per la Laurea Honoris Causa in Odontoiatria e Protesi dentaria (LM -46), onorificenza di cui il nostro Ateneo non è solito abusare e che tra poco gli verrà conferita e, insieme, il ringraziamento per averla accettata. Lo ringrazio, a nome dell’intera comunità accademica foggiana, per averci onorato oggi per la seconda volta della sua presenza ufficiale, dopo la sua partecipazione in qualità di ospite d’onore alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2001-2002

Nella storia di ogni Università, il conferimento di una Laurea Honoris Causa costituisce sempre un atto di grande rilevanza accademica con il quale si riconosce e si premia il prestigio di una personalità davvero eminente.

Sono particolarmente lieto che questo riconoscimento venga proposto e conferito dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia, e in particolare dal Corso di Laurea in Odontoiatria, che, tra mille difficoltà, ma con grande entusiasmo e impegno del Preside prof. Matteo Di Biase e del Presidente del Corso di Laurea prof. Lorenzo Lo Muzio, che svolge anche la funzione di mio delegato alla ricerca e al trasferimento tecnologico, oltre che di tutti i suoi docenti e collaboratori amministrativi, e con il nostro pieno appoggio, si sta affermando e sta crescendo, non solo nell’ambito della nostra Università, ma anche con intensi e vitali rapporti con le altre aree scientifiche dell’Ateneo e con collaborazioni con tante realtà accademiche italiane e straniere. È anche grazie a questa vitalità, che la Facoltà e il Corso di Laurea in Odontoiatria stanno riscuotendo tanto successo sia tra gli studenti sia tra gli addetti ai lavori e stanno ricevendo grande consenso e attenzione in questo territorio.

È stato un mio personale impegno nei confronti della Facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’intera comunità accademica, al momento della mia elezione a rettore, garantire la soluzione dei gravi problemi di strutture e di spazi della Facoltà: la costruzione in corso del primo lotto della nuova sede della Facoltà prospetta una soluzione a breve dei problemi; quanto al Corso di Laurea in Odontoiatria, la recente sistemazione della struttura acquisita dall’ENAIP ha consentito di realizzare una sede dignitosa per le attività didattiche e scientifiche e per l’attivazione della clinica odontoiatrica universitaria.

Sono convinto che la Laurea Honoris Causa al prof. Veronesi costituisca in questo senso un ulteriore segnale di slancio della Facoltà di Medicina e del Corso di Laurea in Odontoiatria, di cui il grande studioso e medico diventa da oggi il più autorevole laureato.

Le ragioni che hanno suggerito questo conferimento, saranno illustrate ampiamente, tra poco, dal preside della Facoltà, prof. Matteo Di Biase e dal Presidente del Corso di Laurea prof. Lorenzo Lo Muzio, leggendo rispettivamente la Motivazione e la Laudatio.

Consentitemi tuttavia di sottolineare brevemente alcuni elementi che in qualche modo accomunano il nostro ospite alla vita e all’impegno del nostro Ateneo.

Umberto Veronesi è sicuramente tra gli scienziati italiani più noti e stimati al mondo, non solo per i risultati delle sue ricerche, ma anche per aver sempre interpretato la sua funzione di medico come funzione sociale, per l’impegno civile e per la sensibilità culturale e sociale, per la difesa dei diritti dei malati, per l’appassionata affermazione dei diritti degli animali, per le battaglie per la laicità e la liberta della ricerca, per la pace, per la sua critica agli squilibri nel mondo e alle diseguaglianze che condannano alla fame milioni di persone.

Anche alcune sue scelte personali di vita sono ispirate a principi etici, oltre che a principi salutistici, ambientali e sociali, come la scelta vegetariana e la posizione animalista: «Sono vegetariano – ha dichiarato il prof. Veronesi - da quando ho iniziato a scegliere, e la mia è una scelta d' amore, di filosofia e di scienza. Di amore per gli animali e per la vita in tutte le sue forme, specialmente quando è inerme e non può far valere il suo bisogno disperato di sopravvivere. Nessuna esistenza è piccola, nessuna è insignificante. Mangiare è una forma di celebrazione della vita, e non negazione della vita stessa ad altri esseri viventi, perché "inferiori". Non c' è una differenza biologica fra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo ad ogni Pasqua centinaia di agnelli per fare festa? La filosofia del vegetarianesimo è la non-violenza e la violenza a cui gli animali da macello sono sottoposti è efferata e crudele. La pratica della macellazione poi è un rito ripugnante: l'animale viene stordito per poi essere sgozzato in modo che la morte avvenga per dissanguamento, affinché la sua carne prenda un colorito più chiaro». E ancora: «Rinunciare alla carne è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento» (da Una crudeltà per gli animali e per noi stessi, La Repubblica).

Tra le tante battaglie civili e politiche per la salute mi piace ricordarne una che mi vede sostenitore accanito: la battaglia contro il fumo; è sua la legge antifumo, varata nel 2001 quando il prof. Veronesi ha svolto con grande efficacia e competenza, da tutti riconosciuta e apprezzata, l’incarico di Ministro della Sanità.

Del prof. Umberto Veronesi non apprezziamo, quindi, solo la straordinaria capacità di ricerca e di organizzazione della ricerca. Attraverso tutta la sua attività, infatti, con il suo impegno in prima persona ci offre da anni anche stimoli per un’acuta e sincera riflessione civile. La sua presenza ci onora quindi doppiamente perché lo stimiamo sia come medico di fama internazionale sia come attivo protagonista della vita culturale e dell'esperienza politica e democratica del nostro Paese.

È proprio questo intreccio di ricerca, di formazione di intere schiere di medici, di sensibilità e impegno culturale e civile che ha spinto l'Università di Foggia a conferirgli l'onorificenza accademica che tra poco riceverà.

Voglio concludere questo mio breve saluto con una frase tratta da uno dei più bei libri del prof. Veronesi, Una carezza per guarire, che potrebbe riassumere forse il senso di tutto il suo impegno: «Tra i vari movimenti di pensiero che in questi ultimi decenni hanno proposto al mondo civile nuove concezioni morali e sociali, uno dei più incisivi è certamente quello che sostiene un rapporto diverso tra uomo e natura. L'obiettivo finale consiste nel convertire la tradizionale cultura antropocentrica, che vede la natura asservita incondizionatamente ai bisogni della specie umana, in una cultura che potrebbe essere definita ecocentrica o naturocentrica o solidaristica. L'uomo è collocato nel contesto naturale come una delle tante componenti e la natura è la grande madre da cui uomini, piante e animali sono stati generati. Pertanto l'amore per l'ambiente non dovrebbe essere solo quello, sottilmente egoistico, che mira a valorizzarlo e a migliorarlo per rendere la vita più piacevole e più sana, ma è un dovere, un imperativo morale di rispetto quasi sacrale per madre natura che crea e nutre tutte le specie, quella umana compresa.». (U. Veronesi con Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, Sperling & Kupfer, Milano 2005, pp. 187-188.]

È per questa sua continua ricerca in campo medico, è per questo straordinario impegno civile e politico, che l'Università di Foggia si onora oggi di conferire al prof. Umberto Veronesi la Laurea Specialistica Honoris Causa in Odontoiatria e Protesi dentaria

 


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