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A proposito dell'attacco del consigliere Marmo al mio intervento sul PPTR

Sulla Gazzetta di oggi il vice presidente del Consiglio Regionale Nino Marmo, PDL, tra i più attivi nel contrastare il Piano Paesaggistico, attacca pesantemente il mio intervento di ieri. Ovviamente non risponde al mio rilievo specifico rivolto alla dura (e strumentale) critica sua e di altri suoi colleghi, cioè la presunta mancata condivisione (si parla quasi di un blitz e di ‘procedure agostane’): perché quei consiglieri regionali, che ora attaccano il Piano, non se ne sono mai occupati negli oltre 6 anni durante i quali si sono tenuti a decine incontri, conferenze, riunioni, assemblee e si sono resi noti in varie sedi i materiali del Piano? Nessuno ha mai messo in dubbio – e certo non l’ho fatto io - la legittimità ed anzi la necessità di muovere critiche, di fare osservazioni, di avanzare proposte: anzi! Ma proprio queste sono mancate finora, mentre ora, forse senza averlo nemmeno letto, lo si attacca a testa bassa e si chiedono addirittura revoche (improprie anche dal punto di vista procedurale).

O, almeno, si abbia l’onestà intellettuale, dimostrata dal consigliere della Ppdt, cioè dello stesso centro-destra, Andrea Caroppo, che ha riconosciuto come sul PPTR si confrontano due diverse visioni dello sviluppo regionale.

Marmo non mi conosce, né io ho il piacere di conoscere lui. Non gli consento, però, di rivolgermi la solita critica di cui, secondo un facile stereotipo, sono accusati i professori universitari: isolamento in presunte 'torri di avorio', distanza dai problemi reali e dalla 'gente'. Niente di più falso! Come archeologo, come docente e come rettore sono stato e sono un militante, percorro il territorio pugliese da anni in lungo e in largo, lavoro con la terra e la materialità della storia, conosco e frequento persone vere, associazioni, giovani, studenti, volontari, discuto con tante persone e in tanti luoghi diversi (e non solo nei convegni scientifici) di cultura, di scuola, di università, di Sud.

Il PPTR non tratta di questioni eteree ma affronta fatti concreti, formula ipotesi diverse di sviluppo del territorio regionale, propone importanti progetti reali.

Se distanza con la vita vera e con le persone reali c'è, forse questa riguarda certa una classe politica, questa sì autoreferenziale, selezionata per appartenenza e fedeltà, priva di reali e dimostrate esperienze lavorative e professionali, fatta di ‘professionisti’ che da decenni siedono in consigli comunali, regionali e nazionali. Francamente avendo costruito tutta la mia carriera solo con le mie forze e con il mio lavoro, appartenendo ad una famiglia di modeste condizioni socio-economiche e percorrendo tutte le tappe da studente e precario fino alla mia attuale carica di docente e rettore, senza raccomandazioni e aiuti né familiari né politici né accademici né di alcun altro tipo, non accetto lezioni a proposito di vicinanza ‘alle persone comuni e ai loro problemi’.

Rifiuto anche l’accusa di ‘saccente arroganza’: certamente non amo le tipiche ipocrisie di certa politica, preferisco la chiarezza delle posizioni elaborate sulla base dei necessari approfondimenti. Non impartisco lezioni, ma parlo di dati concreti, della necessità di studiare e di approfondire i problemi, di elaborare visioni diverse di modello di sviluppo, di non guardare al solo microcosmo locale ma anche a quanto accade nel mondo, alle esperienze internazionali. Arrogante mi sembra invece l’atteggiamento nei confronti di chi studia (‘nelle chiuse stanze degli studiosi di fama, più o meno mondiale o provinciale’). Forse la storia  politica del consigliere Marmo gli impedisce di avere simpatia per il mondo degli studi e della cultura?

Ultima nota: Marmo fa riferimento, con malcelato sarcasmo, a ‘consulenze’: preciso di aver collaborato - e come me tanti altri - al PPTR e ad altre attività riguardanti i beni culturali per conto della Regione del tutto gratuitamente, senza nemmeno un minimo rimborso spese.

Lascio infine ad altri di valutare se la “tutela degli interessi legittimi e leciti del cittadino comune, dei professionisti del settore e del tessuto imprenditoriale” (per la quale il mio curriculum, secondo Marmo, sarebbe del tutto inutile) sia garantita più da chi cerca di difendere e valorizzare i beni comuni, i patrimoni culturali, i monumenti e siti archeologici, i nostri paesaggi unici, un’agricoltura sana, uno sviluppo turistico di qualità, un’industria culturale, la formazione, la ricerca e l’innovazione, contro le vecchie e disastrose politiche di un malinteso sviluppo basato sulla cementificazione, l’inquinamento, il consumo di territorio, la devastazione di paesaggi, il degrado delle periferie, il deturpamento delle coste, l’avvelenamento dell’agricoltura, a tutto vantaggio economico di pochissimi e con gravi danni economici, sociali, sanitari e culturali della stragrande maggioranza dei cittadini pugliesi, che vogliono andare avanti proseguendo su un percorso di cambiamento e certamente non intendono tornare ad un passato che solo pochissimi nostalgici rimpiangono.

Si riporta l'articolo del consigliere regionale N. Marmo 


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