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Il patrimonio culturale salvato dal basso
Libri: Il patrimonio culturale salvato dal basso
Nel volume di Giuliano Volpe 20 esempi virtuosi
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(di Nicoletta Castagni) (ANSA) ROMA 17 NOV - "Una serie di esempi positivi di come le riforme aiutino a cambiare il paese'': queste le parole con cui il ministro dei Beni culturali e Turismo Dario Franceschini commenta il libro di Giuliano Volpe intitolato 'Un patrimonio italiano. Beni culturali, paesaggio e cittadini', appena pubblicato da Utet (pagg. 266, 14 euro) e presentato nella Sala della Crociera del ministero. Un viaggio nell'Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti dal basso, raccontato in un'ampia casistica dal presidente del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici del Mibact. ''Un lavoro importante, realizzato con spirito costruttivo'', prosegue il ministro sottolineando come ''negli ultimi due anni si è discusso di Beni culturali come non si era fatto per vent'anni'', in quanto l'Italia ''non è più un paese rassegnato'' ad avere consumi in questo settore volti verso il basso. La ricerca di Volpe va appunto in questa direzione, documentando il rinnovato interesse dei cittadini e delle associazioni per i tesori storico-artistici d'Italia. Un'occasione da non sprecare. Nel suo viaggio per l'Italia, da nord a sud, impegnato nella presentazione di un suo precedente studio, Villa ha potuto toccare con mano una netta trasformazione nel modo di percepire il patrimonio nazionale. È infatti in atto, spiega l'autore, una sorta di cambiamento di visione in cui ci si allontana da una certa tradizione
elitaria per seguire con decisione la strada indicata nel 2005 dalla Convenzione Europea di Faro sul diritto al patrimonio culturale: una vera e propria rivoluzione copernicana, che mette al centro i cittadini, le comunità, i territori. Del resto, l'Italia è un paese straordinario, che riserva continue scoperte, sorprese imprevedibili.
Non c'è città, piccolo borgo, località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande interesse. Ed è proprio dall'indagine sul territorio che Giuliano Volpe parte per parlare del futuro del nostro patrimonio. Un viaggio appunto nell'Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti "dal basso": tante soluzioni diverse che dimostrano come sia possibile fare dell'eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità, grande o piccola che sia. Dal Museo Egizio di Torino al villaggio medievale di Poggibonsi (Pisa), dall'Anfiteatro Flavio di Santa Maria Capua Vetere alle Catacombe di Napoli, dal monastero dei Benedettini di Catania agli aperitivi archeologici di Ciro Marra a Roma, il coinvolgimento dell'imprenditoria privata, sostiene Volpe, svolge un ruolo di "democratizzazione'' della fruizione culturale, con il patrimonio che appunto diventa ''collante tra centro e periferia e tra generazioni''.
Un patrimonio che ha bisogno di "tante mani che lo sostengono dal basso", come staa ricordare l'immagine di copertina scelta dall'autore. "E' uno scatto di Mimmo Jodice, il grande fotografo napoletano che con l'obiettivo immortala il gesto manuale del ripristino della testa marmorea di una splendida Demetra.
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