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Ischia grande attrattore ambientale e culturale

In una delle prime lezioni di letteratura greca da me seguite all’Università di Bari, un grande, brillante e anche istrionico professore, Carlo Ferdinando Russo, illustrò da par suo, catturando l’attenzione di noi giovani studenti, la coppa di Nestore, un vaso frammentario rinvenuto nel 1955 dall’archeologo Giorgio Buchner a Ischia, l’antica Pithecusa. La coppa, a decorazione geometrica, è un oggetto davvero eccezionale per la rarissima e antichissima iscrizione presente sulla parete: «Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona». Un testo che richiama il verso 632 dell'XI libro dell'Iliade a proposito della leggendaria coppa dell'eroe acheo Nestore, figlio del re di Pilo Neleo e di Cloride.

Questo straordinario reperto merita da solo un viaggio a Ischia, il più antico stanziamento greco in Italia, risalente già ai primi decenni dell’VIII secolo a.C., famosa per i suoi metalli. È un’isola che ha molte altre frecce al suo arco: un ricchissimo patrimonio culturale, un paesaggio mozzafiato, un mare splendido. Frecce al momento spuntate. È, infatti, un’isola che richiama milioni di turisti (tre milioni e mezzo, il 25% circa dell’offerta della regione Campania), ma il cui patrimonio culturale versa in grave difficoltà.

Ora un gruppo di cittadini ha costituito un comitato “per Ischia grande Attrattore culturale e naturale italiano”. Nel loro appello chiedono che sia «data la possibilità di poter mettere a sistema la sua ricca offerta per riappropriarsi di un ruolo che la crisi economica degli ultimi otto anni ha pesantemente messo in discussione». Riconoscendo Ischia ‘grande attrattore culturale e naturale’ il comitato spera che possano essere disponibili adeguati finanziamenti per meglio conoscere, tutelare e valorizzare il ricco patrimonio culturale e paesaggistico dell’Isola. Si auspica inoltre che il dossier di candidatura per il riconoscimento di sito UNESCO comprenda l’intero territorio flegreo, includendo e non escludendo le isole.

Si ricorda che è solo grazie ad alcune università straniere che si effettuano ancora scavi e restauri: le Università tedesche di Francoforte e Dresda con proprie risorse rispettivamente conducono campagne di restauri nella Torre di Guevara nel Comune di Ischia e scavi archeologici a Villa Arbusto a Lacco Ameno «colpevolmente fermi ad oltre vent'anni!».  L’analisi è alquanto amara: «agli isolani non resta che affidarsi all'autorevole voce ed alla generosa difesa dei suoi estimatori, di tutti coloro che l'hanno frequentata, apprezzata ed amata, affinché le sia restituito e ufficialmente riconosciuto il ruolo di primaria importanza che essa riveste di fatto nello scenario culturale e turistico italiano e del Mediterraneo».

L’elenco delle cose proposte è ampio e articolato: a) potenziamento degli scavi archeologici di Aenaria; b) nuovi scavi a Villa Arbusto, nella Baia di San Montano e a Punta Chiarito; c) potenziamento dei servizi museali di Villa Arbusto; d) rilancio delle attività della Villa “La Colombaia” di Luchino Visconti; e) restauro della Torre di Guevara nel Comune di Ischia; f) potenziamento del Museo diocesano e la ripresa degli scavi di S. Restituta di Lacco Ameno; g) restauro del Castello Aragonese; g) restauro del Castello Aragonese; h) cessione dal demanio militare del Palazzo reale borbonico per destinarlo ad usi esclusivamente culturali e per inserirlo nel percorso turistico-culturale delle residenze borboniche; i) restauro del carcere mandamentale borbonico sito nel Comune di Ischia.

Insomma, si tratta di ripensare anche le forme del turismo: non quello che snatura i luoghi, che cementifica e consuma il territorio, ma un turismo attento alla cultura, alla storia, alle arti, ai paesaggi, capace di alimentare un’economia sana, sostenibile e durevole, in linea con l’impostazione del ‘piano strategico del turismo’ recentemente predisposto dal MiBACT e ora all’esame del Consiglio dei Ministri. Perché, come sottolineano i sottoscrittori dell’appello, «Ischia, è uno dei pochi luoghi in Europa in cui è innata una visione olistica della politica e della cultura del turismo».

Ma innanzitutto serve una riappropriazione da parte della comunità locale della antichissima e stratificata storia dell’Isola. Non resta che brindare idealmente con la ‘coppa di Nestore’ perché si apra, come auspicano i sottoscrittori dell’appello, una nuova stagione, quasi una rifondazione, di Ischia-Pithecusa, grazie al suo patrimonio culturale e paesaggistico.


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