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Addio Vincenza
Ho appreso la tristissima notizia della scomparsa di Vincenza Morizio, cara amica e collega. Archeologa, epigrafista e storica dell'età romana, ha insegnato nelle Università di Bari, di Roma Sapienza e di Foggia. Donna di grande intelligenza e di straordinarie passioni culturali, civili e politiche, generosa, ironica, allegra, sempre capace di comunicare una prorompente vitalità. L'ho conosciuta da studente all'Università di Bari, e fu per me e per un gruppo di altri studenti un riferimento importante. Aveva scavato a Cartagine con Andrea Carandini, aveva curato per De Donato la pubblicazione di 'Storie dalla terra', di 'Archeologia e cultura materiale, e fu lei a fare da tramite perché partecipassimo allo scavo di Settefinestre; fu lei a comunicarmi l'interesse per l'instrumentum domesticum. Poi l'ho avuta per anni come collega all'Università di Foggia insieme ad un'altra cara comune amica recentemente scomparsa, José Strazzulla. Studiosa dell'epigrafia dell'istrumentum e in generale dell'epigrafia romana, componente del gruppo di lavoro sulle epigrafi romane di canosa con Mario Pani, Francesco Grelle, Marina Silvestrini e Marcella Chelotti, artefice con Tina Panella di un colossale lavoro per il corpus dei bolli delle anfore romane, ha offerto vari contributi in particolare sulla storia di Roma e della Puglia romana. Indimenticabile anche la sua passione per la fotografia di monumenti, materiali, epigrafi e di persone (aveva tra l'altro un enorme archivio di foto di studiosi). Ci mancherà molto Vincenza, con lei va via anche un pezzo della nostra vita, dei nostri studi, delle nostre passioni.
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