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Basta con le polemiche strumentali!

In riferimento alla nota del dott. Giuseppe Mainiero, coordinatore cittadino di Foggia del movimento politico 'Fratelli d'Italia', che getta discredito non solo sulla mia persona ma anche sulla istituzione ‘Università degli Studi di Foggia’ mi preme esclusivamente fornire un'informazione corretta, senza alcun cedimento alla evidente strumentale provocazione politica.

La nuova residenza studentesca 'Francesco Marcone' è il risultato di una positiva collaborazione istituzionale: come dovrebbe ben sapere il dott. Mainiero, l'area e la struttura edilizia sono di proprietà dell'ex IPAB Maria Cristina di Savoia, ora trasformata in ASP - Agenzia di  Servizi alla Persona, dipendente dalla Regione Puglia. Un merito riconosciuto anche al Presidente dell’IPAB, ora commissario, Savino Santarella, presente alla cerimonia, che ha confermato di operare in nome e per conto della Regione Puglia. Il dott. Mainiero conosce molto bene il mondo della politica e dell’amministrazione per non sapere che senza una forte volontà politica da parte di chi ha incarichi di governo anche il miglior progetto non si realizza. Perché allora non riconoscere pubblicamente questo impegno?

Grazie alla cessione in comodato gratuito l'Università di Foggia ha potuto candidarsi ad un bando del MIUR a sensi della legge 338 sulle residenze studentesche e ottenere un cofinanziamento di circa 4,5 milioni di euro, pari al valore stimato della struttura. Insomma l'opera è stata finanziata per metà dalla Regione Puglia, per il tramite dell'IPAB, con l'immobile, e per metà dal MIUR. Inoltre la Regione ha anche garantito un contributo di 500.000 euro necessario per la progettazione dell'opera. Senza questi interventi regionali la residenza non sarebbe mai stata realizzata, per la semplice ragione che l'Università non avrebbe potuto candidarsi al bando e ottenere i fondi necessari per realizzare la struttura e arredarla, cosa che è stata fatta in tempi record, meno di tre anni, come altre realizzazioni infrastrutturali (le sedi di Medicina e di Studi Umanistici) portate a termine durante il mio mandato e altre avviate, tutte da me seguite personalmente e quotidianamente, come i tecnici dell'Università e le imprese appaltatrici possono testimoniare.

Nell’epigrafe commemorativa della cerimonia è sembrato, dunque, non solo opportuno ma anche doveroso rendere merito all’istituzione e a chi, nell’istituzione, si è fattivamente impegnato per il raggiungimento di un importante obiettivo, nello specifico l’assessore regionale Elena Gentile, che aveva e ha tra le sue competenze anche gli IPAP-ASP, e il Presidente della Regione Nichi Vendola. Ricordo che la Regione Puglia, come anche la Provincia e il Comune di Foggia, hanno supportato in vario modo l’Università, con contributi, con comodati gratuiti (gli ultimi, le due palestre ex GIL ora in corso di ristrutturazione), finanziamenti alla ricerca, ecc.

Quanto all'assenza del Presidente Vendola alla cerimonia si ricorda che la stessa è stata causata da un'imprevedibile e sopraggiunta emergenza istituzionale, che lo ha costretto a fermarsi a Bari per convocare una conferenza stampa.  Non si comprende come questo avvenimento possa essere considerato una colpa. L’epigrafe è stata preparata alcuni giorni prima: non si poteva certo avere un lapicida che incidesse la scritta al momento!

Era comunque presente, con grande passione, l’altro ospite d’onore, don Luigi Ciotti che ha lodato la realizzazione dell’opera e la decisione, da me proposta e sostenuta dalla comunità accademica, di intitolare la residenza studentesca a Francesco Marcone, in segno dell’impegno della cultura nella lotta contro le mafie.

Dov’è lo scandalo? Dov’è la piaggeria?

Avrei fatto la stessa cosa nel caso di un’altra amministrazione e di altri amministratori, prescindendo del tutto dal colore politico. Amministratori di ogni orientamento politico potranno confermare la correttezza istituzionale che ho sempre avuto, rappresentando l’Università, con ogni Ente e Istituzione con i quali si è stabilito un corretta e proficua collaborazione.

La struttura edilizia era finita da quasi un anno; sono stati anche sistemati gli arredi; a brevissimo sarà in funzione, appena si risolverà da parte dell’ENEL un piccolo imprevisto tecnico dell’ultimo momento e si effettuerà il trasloco dall’attuale residenza studentesca di via Trento, per la quale l’Adisu paga da anni un canone di affitto e che fino ad un paio di anni fa era l’unico studentato a Foggia, con soli 26 posti. In tal modo si avrà anche un risparmio per le casse regionali (cioè per i contribuenti), destinando quelle risorse ad altri servizi per gli studenti. Con le due residenze universitarie realizzate in questi ultimi anni Università di Foggia si dota si servizi indispensabili e Foggia diventa sempre più città universitaria.

Perché si contesta la scelta di festeggiare con la propria comunità, prima della fine di un mandato, la realizzazione di opere costruite, senza impadronirsi di meriti altrui, ma, anzi, riconoscendo a tutti l’impegno realmente dimostrato?

Sono convinto che i risultati concreti, non le chiacchiere e le vuote polemiche alle quali ci ha abituato certa politica di bassissimo profilo, siano sotto gli occhi di tutti: nuove strutture, investimenti consistenti (oltre 38 milioni), ottimi posizionamenti nelle graduatorie della qualità della ricerca, importanti risultati nei progetti ricerca e nell’internazionalizzazione, acquisizione di finanziamenti per ulteriori opere da realizzare negli anni futuri (30 milioni di fondi CIPE, assegnati dalla Regione, 25 dei quali per l’acquisizione e ristrutturazione della Caserma Miale, e 5 per la ristrutturazione delle palestre ex GIL), elevata credibilità nazionale e internazionale, nessuno scandalo e nessuna parentopoli, il tutto con i conti a posto, senza debiti, eliminando sprechi e privilegi. Una scelta che ha salvato, in questi anni, l’Università di Foggia e ha garantito chi nell’Università studia e chi ci lavora: un risultato al quale il dott. Mainiero dovrebbe tenere sia in quanto esponente politico, sia personalmente, anche considerando che all’Università lavorano da molti anni sua sorella e sua moglie.

Invece di considerare positivamente i progressi compiuti in questi anni, pur in una fase di grande crisi economica e di drammatici tagli al finanziamento universitario, quando sono state realizzate in tempi strettissimi e in maniera assolutamente regolare strutture importanti per la didattica, la ricerca, i servizi agli studenti, si prendono di mira le epigrafi commemorative, nelle quali sono stati citati e ringraziati gli Enti e le persone che hanno reso possibile la realizzazione di quelle strutture.

Ho la coscienza limpida, non ho nulla da rimproverarmi e sono certo che la comunità e la società di Capitanata saprà valutare quanto è stato fatto.

Sono sinceramente addolorato e anche disgustato dalla pochezza e dalla miseria degli attacchi che sto ricevendo in questi giorni e, nell’attesa che la mia Università, alla quale ho dedicato cinque anni di impegno da rettore e tredici anni da docente e ricercatore e per la quale continuerò ad impegnarmi con serietà e rigore etico e scientifico, dedicandomi esclusivamente all’insegnamento e alla ricerca, voglia prendere una netta e chiara posizione contro questi infamanti e strumentali attacchi, auspico che si voglia porre fine a questo clima velenoso che non fa bene né all’Università, né agli studenti, né alla città, né alla Capitanata, né alla cittadinanza, né alla stessa politica.


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