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Fratelli di culla di Alessandro Piva
Ho visto stasera al Galleria, dove è stato presentato dopo il Bifest, Fratelli di Culla, docufilm di Alessandro Piva, che racconta la storia del brefotrofio di Bari. Un gran bel film, che tratta con delicatezza e profondità un tema non facile, una pagina drammatica della storia barese e italiana soprattutto degli anni 50 e 60, quando la struttura provinciale ospitava oltre 150 bimbi abbandonati prevalentemente da mamme giovanissime, ripudiate dalle famiglie, costrette a questo atto doloroso. Bellissime, toccanti, molto emozionanti le testimonianze sia delle operatrici che si occupavano dei bambini, con competenza e soprattutto con una carica affettiva straordinaria, sia di alcune delle tante persone adottate, accolte da famiglie nelle quali si sono costruite le loro vite e con un irrefrenabile bisogno di conoscere le madri naturali. Emerge anche una immagine di Bari solidale e molto vicina a questo istituto, che era dotato anche di strutture d’avanguardia, come le prime culle termiche. Il film comunica un clima molto umano e autentico, nient’affatto edulcorato, di affetto, di solidarietà, di cura. Addolorano le immagini del degrado attuale di una struttura un tempo vitale e popolata da donne e bambini. Piva ha realizzato un’opera di grande qualità cinematografica, con una bella fotografia, una colonna sonora coerente con le immagini, un mix ben riuscito di immagini di repertorio, un montaggio che dà ritmo al racconto fatto di riprese d’autore e testimonianze dei vari personaggi coinvolti (alcuni dei quali stasera erano al cinema) che con coraggio e commozione hanno voluto condividere la propria storia.
Bravissimo Alessandro Piva, capace di passare con maturità sempre crescente dalla descrizione di una Bari violenta e sottoproletaria della magnifica Capagira e di Mio Cognato attraverso tante esperienze interessanti e diverse, da Pasta nera a Santa subito, a questo bel docufilm delicato e umanissimo che racconta drammi individuali e collettivi. Da non perdere!
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