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Cinque secondi

Abbiamo visto questa sera un film italiano (non suoni una critica perché ci sono anche film italiani ben fatti!), “Cinque secondi“ di Paolo Virzì. Un film tenero, commovente, che tocca in maniera sensibile il tema del rapporto tra un padre e i figli, in particolare una figlia disabile con una gravissima malattia neurodegenerativa. Bravissimo come sempre, Valerio Mastandrea sia nella parte del burbero isolatosi dal mondo, sia in quella del padre sensibile e affettuoso. Molto brava anche Valeria Bruni Tedeschi con quella sua maniera frivola e leggera di recitare (quasi una novella Stefania Sandrelli). La vicenda del gruppo di ragazzi fricchettoni, anche se super titolati con dottorati di ricerca e master, che vive in una sorta di comune agricola, nel tentativo di ridare vita ad una vigna e di produrre vino secondo tecniche arcaiche, è inverosimile e sostanzialmente è una fiaba. Interessante anche il tono ironico e leggero con cui si affrontano alcuni temi come “la comune che accudisce” e il patriarcato. Insomma un film piacevole, leggero pur nel tentativo di far riflettere, di buon livello che vale la pena di vedere.
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