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I sono notizia
So che questo post troverà molte persone ostili, o almeno stupite che io veda certe cose, ma rischio perché credo che questa serie sia molto interessante, oltre che molto ben fatta. Ho visto infatti su Netflix "Fabrizio Corona. Io sono notizia", la serie su e con Fabrizio Corona, inizialmente per mera curiosità, pensando di non superare i primi 5 minuti, poi invece, preso dall'interesse, ho continuato a vederla interamente, non tanto per conoscere un personaggio orrendo ma analizzare attraversi lui un periodo storico che peraltro ha fatto (purtroppo) pienamente parte della mia/nostra vita: l'Italia berlusconiana. Corona, figlio di un ottimo giornalista (lo ignoravo), è una persona totalmente amorale anche se a suo modo geniale (ma Sgarbi non è stato a suo modo un altro simbolo di quell'Italia?), patologicamente innamorato dei soldi, tanto da aver bisogno di avere sempre alcuni miglio in contanti nascosti in casa sua, e della visibilità mediatica, narcistista all'ennesima potenza, con un rapporto malato con le donne (orrenda la vicenda dell'aborto di suo moglie Nina Moric, che rilascia una testimonianza giustamente durissima nei suoi confronti, e anche quella del rapporto con la giovanissima Silvia Provvedi ("mi vergognavo di lei, però siccome mi piaceva, allora ho cominciato a plasmarla, l’ho fatta pettinare, l’ho fatta vestire molto bene, l’ho gestita, le ho fatto rifare l’immagine con un nuovo look"). Preziose e rivelatrici sono le interviste a Lele Mora (a suo modo adorante sponsor e vittima di Corona), Marianna Aprile, Marco Travaglio, Costantino Vitagliano, Marysthell Polanco e Francesca Persi, la sua collaboratrice innamorata persa di Corona, che la usò, come usava chiunque, procurandole guai inenarrabili.
Insomma, nessuna simpatia (tutt'altro) per questa orrenda, squallida, insopportabile persona e per il suo mondo, ma la serie aiuta, se si riesce a mantenere un giusto distacco, a riflettere su cosa è successo nel nostro paese nel ventennio berlusconiano, di cui Corona è emblema e perfetto testimone e perché oggi siamo ridotti così.
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