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Le ricette della signora Toku

Cinema in campagna d’estate, 9. Un film giapponese tenero, un po’ troppo lento ma molto delicato, “Le ricette della signora Toku” di Naomi Kawase, che narra la storia di tre solitudini diverse che riescono a trovare un momento di felicità intorno alla preparazione dei dorayaki con una deliziosa marmellata An, di fagioli rossi. Sentaro lavora in un chiosco per riparare un debito a vita preparando dolci che non gli piacciono, Wakana è una ragazza solitaria che ha come unico rapporto affettivo un uccellino in gabbia, Toku ha avuto una brutta malattia che l’ha tenuta segregata in un sanatorio e che ancora la copre di pregiudizi, pur essendo completamente guarita, ha perso il marito e non ha mai avuto un figlio molto desiderato. Grazie alla marmellata An che lei sa preparare quotidianamente iniziando all’alba, con amore, parlando addirittura ai fagioli, così come parla agli albero di ciliegio (orgoglio giapponese), conquista la fiducia di Santoro che scopre il piacere della preparazione dei dolci, che cominciano ad avere successo fino a quando non si sparge la voce che ha preparare la marmellata è una anziana “malata”. Toku propone un rapporto affettivo con la natura, con ogni elemento, essenziale per ritrovare un rapporto con se stessi anche in situazioni difficili e invita Santoro e Wakana a non badare ai pregiudizi, a ritrovare la felicità nelle piccole cose e negli affetti sinceri, come fanno i malati segregati nel sanatorio (pur essendo stata la segregazione eliminata dal 1996). Grazie a questa amicizia Santoro si libera dal giogo del chiosco e va a vendere dorayaki in un parco, questa volta sorridendo e sperimentando anche dorayaki salati oltre a quelli dolci con le ricette di Toku. Bel film che consiglio.
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