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Le riforme del MiBACT e gli autisti delle navette

    Non è stata una grande idea quella di visitare, qualche giorno fa, Castel del Monte. Con l’arrivo della primavera, avevo avvertito forte il desiderio di tornare ad ammirare uno dei più straordinari capolavori dell’architettura, di fare un…
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    Capisco e condivido la critica del collega e amico Francesco D'Andria. Condivido meno il suo collegamento, perlomeno pretestuoso, tra queste disfunzioni e le riforme del MiBACT (che, a parte i cambiamenti climatici - ma non ne sarei così sicuro - secondo alcuni hanno provocato ogni forma di sfracelli in ogni campo!). D'Andria afferma ad un certo punto: "Anche la triste esperienza narrata costituisce l’ennesima prova dei danni che la Riforma del Ministro Franceschini ha provocato al nostro Patrimonio Culturale". Cioè fino a due anni fa, quando il castello era gestito dalla Soprintendenza ai beni architettonici, tutto funzionava benissimo, navette comprese! Che collegamento c'è tra il cattivo funzionamento delle navette (il MiBACT gestisce anche i trasporti locali?) o la maleducazione di un autista e le riforme? Il vero nodo è invece proprio questo: paghiamo il prezzo di una scarsa, anzi nulla, importanza finora attribuita al tema della gestione del patrimonio culturale. Si sono investiti milioni e milioni in allestimenti di musei e restauri, ma nulla per la gestione, la comunicazione, la promozione, ecc. E per questo bisognerebbe creare un sistema integrato tra Stato, Regione, Comuni e anche privati (professionisti dei BC, fondazioni, cooperative, fondazioni, ecc.). Il Polo Museale Regionale dovrebbe operare in tal senso, nel quadro di quanto finalmente previsto dal decreto ministeriale dello scorso gennaio che finalmente dà avvio al Sistema Museale Nazionale. Anch'io non sono soddisfatto di come vanno le cose, ma non per tornare indietro, ma per andare avanti verso forme di tutela, valorizzazione e gestione più moderne, più efficienti e capaci di fare lavoro ai tanti professionisti del patrimonio culturale e del turismo. Quanto a Castel del Monte, se invece di continuare nella insopportabile retorica del mito di Federico II e nella sterminata produzione di misteri e di fantasiose interpretazioni, si investisse maggiormente nel far capire meglio quello straordinario monumento a tutti i visitatori e si desse vita ad un sistema di gestione adeguato, forse faremmo un bel passo in avanti.

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