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Omaggio a Ennio

Ho visto Ennio e mi è molto piaciuto. Tornatore ha fatto un gran bel film, molto più che un docufilm, ben costruito tra gli interventi di Morricone nella sua casa, le tantissime testimonianze di registi, musicisti, musicologi, cantanti, pezzi di repertorio. Ovviamente tanta musica. Un film molto emozionante (le immagini di tanti film e le musiche provocano un vero mix iperemozionante) che mi ha provocato molte lacrime, lo confesso. Emerge con forza la dissociazione tra il suo desiderio di essere un compositore di musica colta e l’essere uno straordinario e geniale arrangiatore di musica leggera e compositore di musica per i film. Il senso di inferiorità che Morricone si è portato dietro a lungo, sentendosi ignorato dall’accademia, dai suoi colleghi e dal suo stesso maestro di composizione che solo tardivamente lo hanno riabilitato, si è risolto solo alla fine con i grandi riconoscimenti internazionali. Ma Morricone è sempre rimasto insoddisfatto, quasi incredulo che le sue musiche piacessero. Eppure le sue spiegazioni della costruzione dei suoi brani (strepitosa la spiegazione di Se telefonando, cantata da una magnifica Mina, è davvero magistrale). La sua ricerca dei suoni dalla realtà, la sua facilità di composizione, il suo stakanovismo, la sua totale dedizione al lavoro emergono nel film con delicatezza e con l’affetto che Tornatore manifesta in ogni immagine. Indubbiamente è un film un po’ tropo agiografico ma non credo che questo disturbi perché Morticone lo merita. Lo consiglio senz’altro. 
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