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Ritorno a Seoul

Visto "Ritorno a Seoul" di Davy Chou, film francese di un regista di origini cambogiane che narra la vicenda di una ragazza venticinquenne, di origine coreana, adottata poco dopo la nascita da una famiglia francese che l'ha cresciuta con amore. Uno dei migliaia di bambini dati in adozione negli anni successivi alla guerra di Corea, quando il paese orientale era in grave crisi, ma anche in tempi più recenti (Freddie risulta nata nel 1988) da famiglie in difficoltà. Finisce a Seul quasi per caso (ma sarà vero?) non avendo più potuto prendere un aereo per il Giappone, sua meta originaria di un viaggio giovanile, conosce una ragazza che parla francese e l'aiuta ad ambientarsi in una realtà che non conosce, da cui è attratta e che respinge al tempo stesso. Freddie è una ragazza francese, di cultura e nei modi liberi e spregiudicati: avrebbe dovuto trascorrere solo pochi giorni ma non riesce più a staccarsi dal suo Paese di origine, in una ricerca di radici, a cominciare dalla ricerca dei genitori biologici. Ritrova il padre, alcolista pieno di di sensi di colpa per l'adozione di quella bambina di cui non ha saputo più nulla e che si è rifatto una vita con una nuova moglie,. Infine la mamma, che incontra in una delle scene più commoventi del film. Un film sul senso del ritorno, sulla ricerca delle origini, di Freddie ma in realtà della stessa Corea, paese che ha conosciuto una profonda trasformazione, sospeso tra una modernizzazione veloce e violenta e il peso fortissimo della tradizione e che viene rappresentato in mille sfaccettature tra famiglie tradizionali, con la nonna in casa, e mondi giovanili underground. Seguiamo l'evoluzione del rapporto di Freddie con la Corea in tre momenti nel corso di 8 anni. Con una tristezza, una malinconia, una desolazione e soprattutto una solitudine di fondo, ancor più evidente nelle immagini finali. Dialoghi asciutti, essenziali, fotografia quasi fissa, regia rigorosa: solo nella scena di un ballo scatenato di Freddie la camera si muove libera come la danzatrice. Film molto bello, poetico, da vedere.


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