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A proposito del recente Bando MiC

In merito alla “Selezione pubblica per il reclutamento di 1956 unità di personale non dirigenziale etc...” pubblicato il G.U. n. 28 del 08/04/2022, l’Associazione Nazionale Archeologi e la Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia evidenziano quanto segue. In un contesto come quello post-pandemico, caratterizzato da una ferma volontà politica di procedere a un rinnovamento profondo del sistema delle strutture e delle infrastrutture del nostro Paese, avvertiamo chiaramente l’esigenza di rinforzare le strutture amministrative pubbliche per garantire il necessario sviluppo, anche economico, alla Nazione. Siamo quindi favorevoli all’assunzione di nuovo personale nella pubblica amministrazione, in particolare per rinforzare gli sguarniti organici degli uffici del Ministero della Cultura, soprattutto con riguardo alle Soprintendenze territoriali, presso le quali è previsto sia allocato il non trascurabile numero di 73 funzionari archeologi. Evidenziamo tuttavia come la soluzione del contratto a “tempo determinato” per le figure previste, seppur pienamente compatibile con le immediate esigenze, non risolva il problema sul lungo periodo. Si decide insomma di rimandare a un altro momento l’inevitabile confronto con un problema strutturale, che non potrà certo risolversi continuando a selezionare solo personale a tempo determinato e introducendo stagisti e tirocinanti. Servono concorsi ordinari, a cadenza regolare, possibilmente annuale, come avviene in altri paesi europei, anche per garantire un continuo turn-over. L’ANA e la FCdA sostengono congiuntamente che per un sano ecosistema professionale del mondo dell’archeologia, composto da chi si occupa di ricerca e formazione (Università), da chi esercita le funzioni di controllo nella tutela (MiC) e chi la tutela la svolge in prima persona (professionisti privati), tutte le parti debbano essere messe nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie competenze. Le carenze strutturali negli organici degli uffici periferici del MiC sono deleterie per tutto il settore in quanto non solo sovraccaricano di lavoro i funzionari in servizio, rallentando tutta la macchina burocratica del Paese, ma rendono anche molto difficile il lavoro dei professionisti (ugualmente sovraccaricati) e le attività di formazione e ricerca, procurando inoltre disagi agli Enti locali e ai privati cittadini che si interfacciano con le soprintendenze: si allungano i tempi delle risposte e dei pareri, si dilatano i tempi di realizzazione delle opere, si comprimono gli spazi di relazione professionale tra il comparto pubblico e quello privato. Senza tralasciare il fatto che con le ampie opportunità offerte al settore professionale dell’archeologia dal D.M. 244/2019, che ne ha perimetrato ambiti e campi di intervento, aumenterà ancora di più il carico per la pubblica amministrazione negli anni a venire. Per questo motivo chiediamo che quanto prima vengano avviate nuove procedure di selezione per l’assunzione di un adeguato numero di unità di personale di livello non dirigenziale a tempo indeterminato e che si ponga ai concorsi banditi con lunghi intervalli di anni. In considerazione dell’elevatissimo numero di archeologi adeguatamente formati e qualificati presenti in Italia, riteniamo inoltre discriminatorio e irragionevole fornire corsie preferenziali a figure di ex stagisti e tirocinanti, come si propone di fare l’attuale procedura di selezione di cui in oggetto invocando l’art. 50-ter del D.L. 25 maggio 2021, n. 73, che autorizza a far accedere alle procedure selettive prioritariamente i soggetti già inquadrati come tirocinanti nell'ambito dei percorsi di formazione e lavoro presso il Ministero della cultura e altri ministeri. Peraltro i requisiti per alcune figure richieste dal bando sono difformi da quelle fissate nei precedenti concorsi ordinari e anche dalla normativa vigente inerente i professionisti competenti ad intervenire sui beni culturali. Per accedere all’ultimo concorso del 2016 era necessario come requisito il possesso di un titolo di terzo livello universitario (Specializzazione, Dottorato di Ricerca, Master) mentre questo bando prevede la sola laurea di secondo livello. Inoltre le diverse mansioni del “funzionario archeologo” trovano una specifica perimetrazione all’interno dell’Allegato 2 del D.M. 244/2019, regolamento attuativo della L. 110/2014, come specificato nell’art. 9-bis del D. Lgs. 42/2004. La difformità normativa potrebbe portare a dei veri abominii giuridici, per cui un funzionario archeologo assunto con la procedura indicata, non in possesso dei requisiti richiesti normalmente ai funzionari archeologi, si trovi nella posizione di direzione scientifica dovendo dare indicazioni che la legge (sopra citata) gli impedirebbe di dare in quanto non in possesso dei previsti requisiti formativi ed esperienziali. Risulta un inaccettabile affronto al mondo dell’università e delle professioni e soprattutto a larghe fasce di archeologi dotati di diploma di specializzazione e/o di dottorato e/o di master di secondo livello, l’abbassamento dell’asticella della qualità e delle competenze. L’immissione di personale qualificato nell’ultimo concorso del 2016 ha portato enormi benifici all’attività di tutela e valorizzazione: non si può tornare indietro! Per tutto quanto sopra detto, si chiede l’immediata revisione del bando di selezione di cui in oggetto: 1) Modificando gli articoli 1 e 2 del bando, eliminando la corsia preferenziale concessa agli ex tirocinanti nell’accesso alle selezioni per i posti a bando, che in ogni caso può essere “prioritaria” ma non “esclusiva”, ed in ogni caso limitando la scelta delle destinazioni possibili da parte dei “soggetti già inquadrati come tirocinanti etc...” di cui al comma 2, art. 1 del bando, unicamente alle regioni “Calabria, Campania, Puglia e Sicilia” come previsto dall’art. 50-ter del D.L. 25 maggio 2021 n. 73, richiamato nel medesimo articolo del bando. 2) Modificando l’articolo 2 del bando, introducendo i requisiti previsti nel precedente concorso MiBACT per i funzionari e dall’art. 9-bis del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42-2004) come indicati nel DM 244/2019 – Allegato 2. Art. 1 Posti oggetto della procedura selettiva pubblica 1. E' indetta una procedura selettiva pubblica per il reclutamento di millenovecentocinquantasei unita' di personale non dirigenziale a tempo determinato e a tempo parziale di diciotto ore settimanali, della durata di diciotto mesi, di cui duecentosettantuno unita' di area III - F1, ottantaquattro unita' area II - F2 e duecentootto unita' di area II - F1 nel Ministero della cultura, mille unita' di area II - F1 nel Ministero della giustizia e trecentonovantatre' unita' di collaboratore scolastico di categoria A-1 nel Ministero dell'istruzione. 2. Ai sensi dell'art. 50-ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, sono prioritariamente ammessi alla procedura selettiva i soggetti già inquadrati come tirocinanti nell'ambito dei percorsi di formazione e lavoro presso le sedi del Ministero della cultura, del Ministero della giustizia e del Ministero dell'istruzione nelle Regioni previste dal medesimo articolo. Art. 1 Posti oggetto della procedura selettiva pubblica 1. E' indetta una procedura selettiva pubblica per il reclutamento di millenovecentocinquantasei unita' di personale non dirigenziale a tempo determinato e a tempo parziale di diciotto ore settimanali, della durata di diciotto mesi, di cui duecentosettantuno unita' di area III - F1, ottantaquattro unita' area II - F2 e duecentootto unita' di area II - F1 nel Ministero della cultura, mille unita' di area II - F1 nel Ministero della giustizia e trecentonovantatre' unita' di collaboratore scolastico di categoria A-1 nel Ministero dell'istruzione. 2. Ai sensi dell'art. 50-ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, sono prioritariamente ammessi alla procedura selettiva i soggetti gia' inquadrati come tirocinanti nell'ambito dei percorsi di formazione e lavoro presso le sedi del Ministero della cultura, del Ministero della giustizia e del Ministero dell'istruzione nelle Regioni previste dal medesimo articolo. (...) Testo modificato ma non esclusivamente Ai sensi del citato art. 4/7 Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione alla procedura selettiva sono richiesti i seguenti requisiti che devono essere posseduti alla data di scadenza dei termini per la presentazione della domanda di partecipazione nonche' al momento dell'assunzione: a) essere o essere stati tirocinanti nell'ambito dei percorsi di formazione e lavoro presso le sedi del Ministero della cultura, del Ministero della giustizia e del Ministero dell'istruzione nelle Regioni previste dall'art. 50-ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106; b) cittadinanza italiana ovvero cittadinanza di altro Stato membro dell'Unione europea. Sono ammessi altresi' i familiari di cittadini italiani o di un altro Stato membro dell'Unione europea, che non abbiano la cittadinanza di uno Stato membro, ma che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, nonche' i cittadini di Paesi terzi titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria, ai sensi dell'art. 38 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per i soggetti di cui all'art. 38 del decreto legislativo 50-ter, comma 1, tali soggetti potranno essere destinati unicamente alle regioni comprese nell’obiettivo europeo “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). (...) Art. 2 Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione alla procedura selettiva sono richiesti i seguenti requisiti che devono essere posseduti alla data di scadenza dei termini per la presentazione della domanda di partecipazione nonche' al momento dell'assunzione: a) Per le sole regioni “Calabria, Campania, Puglia, Sicilia”, costituisce titolo prioritario ma non esclusivo l’essere stati tirocinanti nell'ambito dei percorsi di formazione e lavoro presso le sedi del Ministero della cultura, del Ministero della giustizia e del Ministero dell'istruzione nelle Regioni previste dall'art. 50-ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106; b) cittadinanza italiana ovvero cittadinanza di altro Stato membro dell'Unione europea. Sono ammessi altresi' i familiari di cittadini italiani o di un altro Stato membro dell'Unione europea, che non abbiano la cittadinanza di uno Stato membro, ma che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, nonche' i cittadini di Paesi terzi titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria, ai sensi dell'art. 38 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per i soggetti di cui all'art. 38 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 essere in possesso dei requisiti, ove compatibili, di cui all'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 febbraio 1994, n. 174; c) avere un'eta' non inferiore ai diciotto anni; d) essere in possesso di uno dei seguenti titolo di studio: per i profili di funzionario di area funzionale III, fascia retributiva F1: laurea, diploma di laurea, laurea specialistica, laurea magistrale; per i profili di assistente di area funzionale II, fascia retributiva F2: diploma di istruzione secondaria di II grado conseguito presso un istituto statale, paritario o legalmente riconosciuto; per i profili di operatore di area funzionale II, fascia retributiva F1: assolvimento dell'obbligo scolastico o diploma di istruzione secondaria di I grado; per il profilo professionale di collaboratore scolastico ATA di categoria A1: diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d'arte, diploma di scuola magistrale per l'infanzia, qualsiasi diploma di maturita', attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni. I titoli sopra citati si intendono conseguiti presso scuole, istituti o universita' o altri istituti equiparati della Repubblica. I candidati in possesso di titolo accademico rilasciato da un Paese dell'Unione europea o da uno Paese terzo sono ammessi alle prove selettive, purche' il titolo sia stato dichiarato equivalente con provvedimento della Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica, 30 marzo 2001, n. 165 essere in possesso dei requisiti, ove compatibili, di cui all'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 febbraio 1994, n. 174; c) avere un'eta' non inferiore ai diciotto anni; d) essere in possesso di uno dei seguenti titolo di studio: per i profili di funzionario di area funzionale III, fascia retributiva F1: laurea, diploma di laurea, laurea specialistica, laurea magistrale; per le unità di personale categoria “B. Funzionario archeologo (Codice ARL/TC)”: requisiti previsti dal D.Lgs. 42/2004, art. 9-bis (Diploma di specializzazione o Dottorato di Ricerca o Master biennale di secondo livello, oltre a 12 mesi di esperienza); per i profili di assistente di area funzionale II, fascia retributiva F2: diploma di istruzione secondaria di II grado conseguito presso un istituto statale, paritario o legalmente riconosciuto; per i profili di operatore di area funzionale II, fascia retributiva F1: assolvimento dell'obbligo scolastico o diploma di istruzione secondaria di I grado; per il profilo professionale di collaboratore scolastico ATA di categoria A1: diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d'arte, diploma di scuola magistrale per l'infanzia, qualsiasi diploma di maturita', attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni. I titoli sopra citati si intendono conseguiti presso scuole, istituti o universita' o altri istituti equiparati della Repubblica. I candidati in possesso di titolo accademico rilasciato da un Paese dell'Unione europea o da uno Paese terzo sono ammessi alle prove selettive, purche' il titolo sia stato dichiarato equivalente con provvedimento della sentiti il Ministero dell'istruzione ovvero il Ministero dell'universita' e della ricerca, ai sensi dell'art. 38, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ovvero sia stata attivata la predetta procedura di equivalenza. Il candidato e' ammesso con riserva alle prove in attesa dell'emanazione di tale provvedimento. La dichiarazione di equivalenza va acquisita anche nel caso in cui il provvedimento sia Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica, sentiti il Ministero dell'istruzione ovvero il Ministero dell'universita' e della ricerca, ai sensi dell'art. 38, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ovvero sia stata attivata la predetta procedura di equivalenza. Il candidato e' ammesso con riserva alle prove in attesa dell'emanazione di tale provvedimento. La dichiarazione di equivalenza va acquisita anche nel caso in cui il provvedimento sia gia' stato ottenuto per la partecipazione ad altre procedure selettive. La modulistica e la documentazione necessaria per la richiesta di equivalenza sono reperibili sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica www.funzionepubblica.gov.it (...) gia' stato ottenuto per la partecipazione ad altre procedure selettive. La modulistica e la documentazione necessaria per la richiesta di equivalenza sono reperibili sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica www.funzionepubblica.gov.it (...) Roma, 12/04/2022 Giuliano Volpe Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia Presidente Alessandro Garrisi Associazione Nazionale Archeologi Presidente Nazionale
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