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Dalle fiamme di Notre Dame parta un impegno comune europeo per il patrimonio culturale

Le fiamme hanno colpito il simbolo principale di Parigi e della Francia, e non solo. Fiamme che hanno sconvolto e gettato in una condizione di tristezza e dolore i parigini, i francesi, gli europei, l'umanità intera, perché Notre Dame è un patrimonio universale. Fiamme che resteranno a lungo nel nostro immaginario collettivo, nonostante il bilancio appaia ora un po' meno drammatico di quanto avevamo tutti temuto fino a poche ore fa. Fiamme, che ripropongono ancora una volta il tema, antichissimo e attualissimo, della sicurezza del patrimonio culturale, non solo per gli eventi naturali, sempre più devastanti, terremoti, alluvioni, bufere, ma anche durante le normali attività di fruizione o addirittura, come in questo caso, nel corso di lavori di restauro o manutenzione.

Chi scrive prova un sentimento se possibile ancor più forte davanti a questo tragico rogo avendo vissuto in prima persona il dramma della distruzione di un sito archeologico indagato e studiato per anni , la villa di Faragola nelle campagne di Ascoli Satriano, distrutta nella notte tra il 6 e il 7 settembre del 2017, mentre si stava completando la realizzazione delle coperture e la musealizzazione, a causa di un incendio la cui natura non è stata mai chiarita.

Numerosi sono i casi, anche recenti, di incendi, dolosi o colposi, che possiamo richiamare alla memoria, in una drammatica sequenza, che annovera proprio in Italia, purtroppo, numerosi esempi: dall'Accademia dei Georgofili a Firenze, il 26 maggio del 1993, a causa di un'autobomba mafiosa posta nei pressi degli Uffizi che provocò l'incendio di parte della Galleria, al Palazzo del Vignola a Todi nel 1982 per un incendio esploso nel corso di una mostra di antiquariato (e in questo caso il bilancio umano fu tragico con la morte di 35 persone e il ferimento di molte decine). Per non parlare dei due celebri teatri distrutti da incendi dolosi, il Petruzzelli a Bari tra il 26 e il 27 ottobre 1991 e la Fenice di Venezia il 29 gennaio 1996, oltre al più recente caso dell'incendio doloso del Museo della Scienza di Napoli del 4 marzo del 2013.

Più simile alla vicenda di Notre Dame è il caso della Cappella della Sindone di Torino dove nell'aprile del 1997 nel corso dei lavori di restauro andò in fiamme la cappella seicentesca di Guarino Guarini (e fortunatamente la Sindone si salvò perché era stata spostata proprio in occasione di tali lavori). I lettori ricorderanno, inoltre, altri casi tragici recenti che fuori d'Italia hanno riguardato musei e biblioteche, come la Glasgow School of Art distrutta da un incendio il 16 giugno del 2018, appena ristrutturata dopo i danni subiti da un altro un incendio di soli quattro anni prima, o la Biblioteca dell'Accademia delle Scienze di Mosca colpita da un incendio nel 2015 o, infine, il museo di Storia e Scienze naturali del Brasile a Rio de Janeiro andato in fiamme pochi mesi fa, il 3 settembre del 2018.

Non conosciamo ancora esattamente le cause dell'incendio di Notre Dame (e a quanto pare viene esclusa la pista dell'attentato). Le indagini chiariranno eventuali responsabilità. Ma ciò che emerge anche da questo episodio è ancora una volta la fragilità e la vulnerabilità del nostro patrimonio culturale, anche quando si tratta di monumenti famosi, posti nel cuore di una città e di un Paese che certo non possono essere accusati di scarsa attenzione e cura, visto che la Francia destina alla cultura risorse ben superiori a quelle che ancora oggi caratterizzano il magro budget italiano per il patrimonio culturale. Non vorrei dare l'impressione di sottovalutare eventuali possibili responsabilità o inadempienze, ma ritengo che un margine di imponderabilità vada sempre messo in conto. Proprio per questo, dovremmo sempre più prevedere tali situazioni eccezionali e prepararci a fronteggiarle. Sarebbe certamente necessario non solo ridurre i rischi con misure e procedure sempre più rigorose ma anche dar vita a organismi specializzati all'interno della protezione civile e del corpo dei vigili del fuoco (che hanno dimostrato anche in questa occasione una grande professionalità, grazie alla quale la struttura della chiesa è sostanzialmente salva). Ecco quanto aveva proposto il Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici, presieduto da chi scrive, all'indomani del terremoto del centro Italia, in una seduta straordinaria e pubblica tenuta a Matelica, nella sua mozione:

Che, a partire da questa esperienza, si costituisca, in maniera stabile e strutturata, una vera e propria funzione della Protezione Civile specializzata nel campo del Patrimonio Culturale con il pieno coinvolgimento del MiBACT e la stretta collaborazione del MIUR, in modo da preparare specialisti dei beni culturali, già in sede di formazione universitaria, in grado di operare come pronto intervento e nelle attività di recupero dei beni, analisi delle macerie, restauro e ricostruzione, sia in occasioni di catastrofi sia in 'periodo di pace' per una più efficace opera di studio, monitoraggio, prevenzione.

Che si avvii una ampia e sistematica azione coordinata e multidisciplinare di studio e analisi dei territori e che si mettano in campo adeguate misure di prevenzione, messa in sicurezza e di manutenzione programmata del patrimonio culturale italiano, anche attraverso l'aggiornamento professionale degli specialisti dei beni culturali operanti nel MiBACT e dei liberi professionisti e società specializzate.

Sono queste, a mio parere, dopo l'episodio di Notre Dame, proposte oggi ancor più valide. Sarebbe anzi splendido se questa diventasse una strategia non nazionale, ma europea. Dar vita a unità specializzate nel pronto intervento in caso di catastrofi naturali, attentati, incidenti, con una integrazione di vari specialisti, archeologi, architetti, storici dell'arte e altri professionisti dei beni culturali (ovviamente specificamente formato), con le varie figure già previste nella protezione civile e nel corpo dei pompieri. Le opportune scelte fatte da personale specializzato nell'emergenza possono salvare una vita e, ugualmente, possono salvare monumenti e opere d'arte. Il patrimonio culturale è il grande patrimonio comune non solo della Francia o dell'Italia, ma dell'intera Europa. La sua cura la sua tutela, la sua valorizzazione dovrebbero rappresentare una delle grandi priorità nelle strategie di una Unione Europea che vorremmo più forte, più colta e più vicina ai cittadini e ai loro patrimoni, proprio contro quelle tendenze sovraniste e nazionaliste, che a volte usano strumentalmente proprio il patrimonio culturale per alzare barriere.

Un altro aspetto importante che va emergendo nella drammatica vicenda di Notre Dame è la partecipazione attiva dei cittadini, che si è immediatamente manifestata nella raccolta fondi popolare immediatamente partita e che è stata ben sottolineata e nelle parole di Emmanuel Macron:

"La ricostruiremo, tutti insieme. è quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita".

Dalla tragedia delle fiamme di Notre Dame emerga ancor più forte e sentita la spinta ad affermare i principi della 'Convenzione del Consiglio d'Europa sul 'Valore del patrimonio culturale per la società (Faro 2005)', che però anche la Francia come l'Italia non ha ancora ratificato, che affida alle 'comunità di patrimonio' un nuovo protagonismo nel

  • salvaguardare e promuovere quegli ideali e principi, fondati sul rispetto dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello stato di diritto, che costituiscono la loro eredità comune
  • riconoscere che il diritto all'eredità culturale è inerente al diritto a partecipare alla vita culturale, così come definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
  • riconoscere una responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale.
  • sottolineare che la conservazione del patrimonio culturale, ed il suo uso sostenibile, hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita.

 

Pubblicato in https://www.huffingtonpost.it/giuliano-volpe/dalle-fiamme-di-notre-dame-parta-un-impegno-comune-europeo-per-il-patrimonio-culturale_a_23712572/?utm_hp_ref=it-homepage&fbclid=IwAR0dzTlpZ61qXfRgkcrD-dMuer3JAGCe1aEHM9_sGNyRnk62uLzyZd_QIvE

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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