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Follia Mazzarino

Ho scoperto solo recentemente Michel Bussi. E da allora ho letto tre suoi libri, uno più bello dell’altro. Mi piace molto la sua maniera di costruire le storie, in maniera assai intricata, inizialmente alquanto difficile da districare da parte del lettore che si muove tra e le varie vicende incentrate sui diversi personaggi, che poi progressivamente si intrecciano in un racconto molto ritmato. Mi piace la sua scelta di dedicare alternativamente capitoletti a ciascun personaggio, sempre ben descritto anche nella sua psicologia, nei suoi modi di vivere e di pensare, nelle sue vicende. Non sono gialli banali i suoi, sempre (liberamente) ispirati a vicende storiche, questioni di storia dell’arte (come in Ninfee nere, che sto leggendo) o anche all’attualità (come l’immigrazione clandestina nel Quaderno rosso, il primo che ho letto tra i suoi).

Questo suo libro l’ho letto approfittando del volo Italia-Cina, e confesso che mi ha tanto preso che facevo fatica a staccarmi. È in realtà il primo romanzo di Bussi, pubblicato anni fa quando non era un noto scrittore in una piccola edizione esaurita da tempo e ora ripubblicato con alcune modifiche (e ben tradotto e ben edito in Italia come sempre da e/o).

È ambientato sull’isola di Monersey, nella Manica, è ha per protagonista un ragazzo di 16 anni, Colin Remy (e i suoi genitori, entrambi archeologi, morti alquanto misteriosamente), e due straordinari suoi compagni di avventura, il geniale Armand e la dura Madiha. Un terzetto davvero strepitoso. C’è un’ambientazione archeologica (la parte meno credibile del racconto, per la verità), che ignoravo, con scavi archeologici dell’abbazia di Saint’Antoine, cuniculi e un misterioso tesoro, la Follia Mazzarino appunto, che si intreccia con vicende di speculazioni edilizie, di interessi economici contrapposti con le ragioni della cultura e dell’ecologia, di tradimenti, di suicidi e morti. Non svelo ovviamente nulla della storia e dei personaggi per non togliere il gusto della lettura, sempre avvincente e anche divertente, con una conclusione emozionante.


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