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Il delitto di Kolymbetra

Una sorpresa. Una piacevolissima sorpresa. Un libro regalatomi da amici soprattutto per il suo titolo, il luogo e il tema: la kolymbretra di Agrigento (sanno bene che io amo moltissimo quei luoghi) e l’archeologia; certo tratta dell’assassinio di un archeologo, ma questo fa parte del giallo! Ammetto che non conoscevo il libro e nemmeno l’autore. L’ho iniziato con curiosità ma senza particolari aspettative. Poi la lettura mi ha subito catturato, perché Svatteri ha costruito personaggi molto riusciti, il protagonista Saverio Lamanna, scrittore, giornalista, siciliano, intelligente colto e dotato di una ironia-autoironia, che a volte rasenta il sarcasmo, amara e al tempo stesso leggera e divertente, e il coprotagonista amico del cuore, Peppe Piccionello, sicialianissimo, dotato di una saggezza antica, popolare, con le sue strepitose magliette con scritte sulla Sicilia. Meno riuscita la bella fidanzata settentrionale, Suleima (un po’ come la scialba Livia rispetto a Montalbano).

I riferimenti all’archeologia agrigentina sono molto aggiornati visto che al centro della narrazione c’è la recente scoperta del teatro. Gli archeologi, per la verità, non fanno una gran figura: il grande professore ammazzato è un vero ‘trombone’, i suoi collaboratori figure alquanto scialbe e con un po’ troppi luoghi comuni archeologici. E anche la vicenda poliziesca, il ‘giallo’, non è poi così avvincente e anche un po’ banalotta.

Ma i dialoghi sono strepitosi, le battute esilaranti, le descrizioni dei luoghi molto curate. Con tanti riferimenti all’attualità politico-culturale. Savatteri è veramente uno scrittore di grande qualità e sono ora curioso di leggere altri suoi libri.

Poi finire la lettura di questo bel libro (che consiglio) a Palermo aggiunge quell’elemento in più che lo fa ancor più apprezzare.


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