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Libera circolazione per le immagini di beni culturali pubblici

l tema della liberalizzazione delle immagini dei beni culturali continua ad animare il dibattito. Ora è la volta del Capitolo italiano di Creative Commons che lancia un appello agli stati membri dell’Unione Europea e agli istituti culturali (musei, archivi, biblioteche, gallerie e siti archeologici, etc.) per la liberalizzazione dell’uso delle immagini del patrimonio culturale in pubblico dominio.

Le ragioni alla base dell’appello sono evidenti e si possono così sintetizzare: 1) L’immagine di beni culturali pubblici in pubblico dominio è patrimonio di tutti; 2) La cultura può essere un volano per lo sviluppo economico.

Secondo Creative Commons Capitolo Italiano solo in tal modo si può attuare l’art. 14 della direttiva 790 del 2019 della EU sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. È questa l’occasione per una interpretazione ampia della norma prevedendo la rimozione dei diritti connessi sulle immagini riproducenti opere delle arti visive di pubblico dominio qualora «l’atto risultante dalla riproduzione non sia di per sé opera originale».

Si chiede, sostanzialmente, di favorire la libera circolazione, per qualsiasi fine, delle immagini di beni culturali pubblici non più protetti dal diritto d’autore.

L’appello, sottoscritto dalla maggior parte dei capitoli europei di Creative Commons, ha finora raccolto il sostegno da numerose importanti associazioni rappresentative del settore culturale a livello nazionale e internazionale e di associazioni rappresentative dei diritti della società civile: AIB - Associazione Italiana Biblioteche; AISA - Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta; ANA - Associazione Nazionale Archeologi; ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana; ArcheoFOSS; CIA - Confederazione Italiana Archeologi; Federculture - Federazione delle Aziende e degli Enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero; ICOM Italia - International Council of Museums Italia; Wikimedia Italia; #noisiamorete; APRIL -Promouvoir et défendre le logiciel libre; Communia; Free Knowledge Advocacy Group EU (Wikimedia); Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights; ICA - International Council on Archives.

La grave crisi creata dall’emergenza sanitaria ha evidenziato la centralità della rete e del digitale nel comunicare al pubblico il patrimonio culturale stimolando in tutto il mondo iniziative volte a offrire il libero riuso, anche per fini commerciali, delle risorse digitali in rete per superare le distanze fisiche imposte dalle misure di contenimento del contagio: si tratta di esperienze di cui sarà fondamentale fare tesoro, anche e soprattutto dopo la fine dell’emergenza, per rilanciare l’imprenditoria culturale, l’industria creativa, il turismo, nonché le attività di studio e ricerca scientifica.

C’è da sperare, quindi, che gli Stati membri recepiscano il principio enucleato dall’articolo 14 nel modo più ampio possibile, in modo da consentire agli istituti culturali di dotarsi degli strumenti legali per identificare i contenuti in pubblico dominio e di adottare le licenze aperte per il libero riuso delle immagini del patrimonio. 

C’è da sperare, soprattutto, che il Piano di Rinascita e Resilienza italiano accolga tali istanze, per poter liberare energie creative e favorire nuove iniziative imprenditoriali.

I tempi per il recepimento da parte degli Stati membri europei della Direttiva europea sul diritto d’autore sono assai stretti: il termine fissato dalla Direttiva stessa scade il 7 giugno 2021.

Di qui la necessità di interpretare tale disposizione ispirandosi alle linee guida diffuse da Communia, in modo da permettere agli istituti culturali pubblici di perseguire pienamente le proprie finalità istituzionali di promozione, conservazione e divulgazione del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della nostra Costituzione che affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della conoscenza e della ricerca, insieme alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione.

Il Paese per ripartire davvero ha bisogno di contare sulla centralità della cultura, di sana economia della cultura, di creatività, di nuova imprenditoria culturale: la liberalizzazione delle immagini del patrimonio culturale è parte integrante ed essenziale di tale ripartenza.





Pubblicato in in Huffington Post, 18.3.2021, https://www.huffingtonpost.it/entry/liberalizzare-le-immagini-del-patrimonio-culturale-e-parte-integrante-della-ripartenza_it_60532102c5b6f93a1d047249?utm_hp_ref=it-blog

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