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After love

Visto After Love. Un film delizioso, potente nella capacità di scandagliare il dolore per il marito e il compagno perso, capace di toccare una molteplicità di temi, con delicatezza e senza retorica, il rapporto tra culture e religioni, tra due paesi separati solo da poche miglia marine, tra due donne diverse accumunate dall’amore per lo stesso uomo, tra una madre non stimata e amata dal figlio e tra una madre e il figlio mancato. Splendide anche le immagini del paesaggio di Dover che fanno parte integrante del film. Una donna inglese tanto innamorata da convertirsi all’Islam e alla cultura pakistana che scopre una doppia vita del marito Ahmed, ufficiale di marina civile, che si divide tra la moglie, Mary, a Dover e la compagna, Genevieve, e un figlio a Calais. La scoperta dell’altra vita non riduce il dolore, semmai lo rende condiviso, e prevale l’amore per la persona persa sulla pur umana rabbia e delusione che una scoperta simile avrebbe potuto generare. Un film elegante, intenso, emozionante, questo del regia britannico Aleem Khan alla sua prima opera, che consiglio vivamente.
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