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I am Spartacus!

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (l’antica Capua) è un monumento di grande importanza: imponente, tra i più grandi del mondo romano, ben conservato. E la città antica di Capua (opulentissima, nota per essere stata sede degli ozi di Annibale)è stretatmente legata alla fama del suo anfiteatro e dei gradiatori, a partire da Spartaco e dalla celebre ricolta degli schiavi gladiatori da lui capeggiata. In occasione del festival letterario organizzato da alcuni anni ho avuto modo di verificare l’attuale situazione che ha elementi di grande interesse e anche aspetti di preoccupazione. Grazie all’intelligenza di una soprintendente molto aperta e intraprendente, Adele Campanelli, da alcuni anni il monumento e l’area circostante, per molto tempo in totale stato di abbandono e degrado, terra di spaccio e di spazzatura, sono rinati; la gestione affidata ad un consorzio di imprese, Artem, di cui fa parte una società con un’azienda agricola biologica e ristoranti AmicoBio presenti oltre che a Capua anche a Napoli e a Londra, ha portato ad una vera bonifica, alla creazione di un gradevole spazio di accoglienza e di sosta, con bookshop, bar e ristorante con prodotti biologici locali di qualità (ho mangiato benissimo!), biglietteria e punto informazioni, con alcune brave e appassionate neolaureate ora assunte a tempo indeterminato (le persone impiegate nelle varie attività sono ben 18!): una dimostrazione di come anche in aree periferiche e cd. ‘minori, una valorizzazione intelligente può garantire lavoro. La zona ora è frequentatissima dagli abitanti del posto, che se ne sono riappropriati.

Accanto al monumento è piccolo antiquarium (la struttura non è bellissima!), ben allestito, con pezzi architettonici dell’anfiteatro, iscrizioni, armature di gladiatori, plastici e anche uno spazio con una ricostruzione di giochi gladiatori.

L’edificio è imponente, e meriterebbe interventi di riqualificazione e di sistemazione adeguata. Impressionanti gli ambienti ipogeici, con gallerie, vani di servizio, elementi per gli impianti scenici, celle per gli animali, etc. Qui sì che bisognerebbe sistemare l’arena! Al momento ci sono grate di metallo (che fanno filtrare l’acqua piovana nei vani sotterranei) e tavolati un po’ precari, per cui c’è una diffusione di divieti di accesso e avvisi di pericolo, transenne e recinzioni (per evitare incidenti), che risultano parecchio invasivi e alquanto sgradevoli anche alla vista. E’ uno monumento che potrebbe non solo consentire di capire meglio come funzionava un anfiteatro romano, ma che potrebbe anche ospitare attività e manifestazioni culturali, rispettose del monumento, e capaci di garantirne una migliore e diversa fruizione. Una sfida importante, che spero si voglia affrontare. L’anfiteatro, Capua e l’intero territorio lo meritano. 


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