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Il buco
Film di oggi: bellissimo e angosciante, coinvolgente e inquietante, tra fantascienza, horror e dura critica sociale. 'Il buco' ('The Platform') del regista spagnolo, pochissimo noto (e a me del tutto sconosciuto) Galder Gaztelu-Urrutia, scritto da autori altrettanto sconosciuti David Desola e Pedro Rivero, vincitore di alcuni premi importanti. Non è propio l'ideale da vedere in clima di quarantena, ma forse proprio per questo va visto ora: in uno stranissimo carcere, con celle disposte in verticale, con centinaia di livelli e un buco al centro, ci sono vari reclusi, tra cui i protagonista, che sceglie di andarci, senza una vera pena da scontare; ognuno può portare con sé solo un oggetto e lui sceglie un libro che vorrebbe leggere, il più grande classico spagnolo, Don Chisciotte. Dal livello zero parte ogni giorno una piattaforma piena di cibo di gran classe che quotidianamente schiere di cuochi preparano con cura; la piattaforma si ferma pochi secondi ad ogni piano, e ovviamente chi è ai piani alti mangia tanto, a sbafo, ma spreca, rovina le portate, che man mano si riducono cosicché ai piani sempre più in basso si mangiamo solo i rifiuti finché non resta nulla e si raggiungono livelli di violenza inauditi (e non svelo i dettagli). In realtà ci sarebbe cibo per tutti i piani, fino al più basso, se ci fosse solidarietà, ma così non è. Giù in fondo, è una bambina il segnale di una possibile speranza.
Un carcere a sviluppo verticale metafora degli squilibri e delle ingiustizie del nostro mondo.
Un film davvero angosciante che però fa molto riflettere in questi giorni in cui la solidarietà pare essere l'unica arma per uscirne tutti.
Assolutamente da vedere.
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