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Lontano lontano

Visto un film molto carino, tenero, delicato eppure capace di suscitare emozioni e riflessioni: "Lontano lontano" di Gianni Di Gregorio, di cui - lo ammetto - non conosco (ancora) gli altri film, che mi riprometto di vedere prestissimo. E' la storia di tre anziani, due pensionati (uno con la sociale, l'altro, ex professore di latino e greco, al quale della sua pensione, tra affitto, cibo, qualche libro e il bar che frequenta quotidianamente, resta ben poco) e uno non ancora pensionato che si barcamena con lavoretti di restauro, romani fino al midollo, che progettano di espatriare con l'illusione di poter vivere meglio con le proprie misere rendite in luoghi dal costo della vita assai più basso. Dopo consultazioni varie la scelta si dirige verso le Isole Azzorre, ma dopo aver raccolto un gruzzolo (il "fondo cassa") con qualche lavoretto e la vendita di libri pregiati e oggetti di antiquariato o con il gratta e vinci, si accorgono di n capaci di rinunciare ai loro luoghi, alle proprie abitudini, ai loro pur minimi affetti e relazioni. Il film è alquanto lento, anche un po' piatto, come può essere lenta e piatta la vita di anziani soli, intrististi e anche arrabbiati di doversi barcamenare con pochi spiccioli e vari debiti, ma felici di incontrare un amico o di bere un bicchiere di vino o una birra al bar o in trattoria. Bravissimi gli attori, lo stesso regista Di Gregorio, Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Roberto Herlitzka: tutti anziani! Finalmente un film senza protagonisti solo giovani e fighi e belle donne. Commovente la conclusione nella quale i tre aiutano Abu giovane maliano che vuole raggiungere il fratello in Canada, che più di loro ha veramente bisogno di andare lontano lontano.
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