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Lovaglio archeologo-artista dei paesaggi

Oggi a Castelluccio Valmaggiore, nella bella biblioteca di comunità, è stata inaugurata l'esposizione di una selezione di splendide opere del maestro Salvatore Lovaglio, da lui donate alla biblioteca, con alcune delle sue rappresentazioni dei paesaggi della Valle del Celone. Bella iniziativa che ben si colloca nel ventennale della Convezione europea sul paesaggio e a pochi giorni dalla ratifica della Convenzione europea di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società. Le mie congratulazioni al Comune di Castelluccio Valmaggiore per questa ulteriore iniziativa nel campo della cultura e un bravo a Pasquale Bloise, direttore della Biblioteca e attivo genius loci.
Mi fa piacere pubblicare il testo del mio breve contributo sul catalogo che ha accompagnato questa bella e significativa iniziativa :
Lovaglio ‘archeologo-artista’ dei paesaggiHo conosciuto Salvatore Lovaglio e le sue opere sul paesaggio alla metà degli anni Novanta quando scavavo il sito archeologico di San Giusto nella Valle del Celone. Salvatore, con la sua nota generosità, volle, infatti, ospitare l’équipe degli archeologi nel suo atelier. Tutti i giorni, durante le brevi pause a ora di pranzo, nel corso delle faticose ed entusiasmanti ricerche che conducevamo all’interno della diga, osservavo rapito i suoi quadri con i suoi paesaggi dauni, i campi di grano, le stoppie bruciate, le strade, i torrenti. Quelle immagini hanno segnato e hanno accompagnato una lunga parte della mia vita e delle mie ricerche di archeologia dei paesaggi della Daunia, che proprio nella Valle del Celone presero allora avvio, restituendo straordinarie pagine di storia stratificata nel territorio, lette attraverso le tracce lasciate dagli uomini e dalla natura. Come l’archeologo individua, cataloga e interpreta quelle tracce, così l’artista le coglie, le manipola e le rappresenta sulla tela o sulla carta. Il paesaggio racconta, se solo lo sappiamo ascoltare. Racconta storie piccole e grandi, illustra vicende locali e avvenimenti generali, riflette trasformazioni minime e mutamenti epocali. Al paesaggio possiamo applicare la celebre immagine usata da Fernand Braudel in relazione ai diversi tempi della storia: gli eventi storici di breve durata sono paragonabili alle onde della superficie agitata del mare, mentre più in fondo le acque sono sempre più calme, le luci si riducono, i tempi sono più lenti. Allo stesso modo il paesaggio conserva in superficie le tracce delle recenti trasformazioni più o meno profonde (a volte vere e proprie ferite inflitte in nome di un’insensata e malintesa idea di modernità irrispettosa del passato), ma custodisce più in profondità anche i segni di vicende lontane nel tempo, spesso indicate solo dal diverso colore della vegetazione, da ruderi, da materiali portati in superficie con le arature. Sono centinaia le tracce, più o meno evidenti o evanescenti, spesso difficili da cancellare del tutto, «linee indelebili o almeno difficili da cancellare – è sempre Fernand Braudel a parlare –, come quelle cicatrici che segnano la pelle di un uomo per tutta la vita».Il paesaggio non è opera di un singolo artista ma è opera collettiva, costruita dal lavoro e dalla cultura di «uomini tanto numerosi quanto a noi sconosciuti, i quali inconsapevolmente hanno determinato un ordine dovuto ad attività riproposte identiche o compatibilmente variate, che hanno conferito alla stratificazione un volto riconoscibile, al quale siano legati come a quello di una persona amata», come ha scritto Andrea Carandini. C’è insomma un’analogia tra paesaggio (paysage) e volto umano (visage), che anche la psicanalisi ha saputo cogliere. Accanto, oltre, dietro i landscapes, insomma, ci sono i mindscapes: «il “paesaggio” – ha sottolineato Vittorio Lingiardi – non è solo quella porzione di natura che si mostra ai nostri occhi. È il luogo invisibile in cui mondo esterno e mondo psichico si incontrano e si confondono, inaugurando nuovi confini».  Allo stesso modo i bellissimi paesaggi di Salvatore Lovaglio fondono realtà e percezione, storia e immaginazione, fatti e inconscio, fatica e piacere, dolori e speranze.
Giuliano Volpe

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