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Past Lives
Visto Past Lives. La storia è nota (è molto autobiografica dell'autrice-regista Celine Song), è inutile riassumerla. Una storia di partenze, restanze, cambiamenti profondi, legami profondi con la propria infanzia-adolescenza, radici, ma anche voglia di affermazione di sé, voglia di cambiare, di allargare gli orizzonti. Il tutto senza soluzioni e risposte definitive. Un filma che insiste su un approccio controfattuale, esplicitato nelle domande che Hae Sung pone a Nora Moon, in coreano, alla presenza del marito americano di Nora, colto scrittore di romanzi, Arthur Zaturansky, che di coreano conosce solo poche parole (cosa sarebbe successo se Nora non fosse partita? cosa sarebbe successo se Hae fosse andato a NeW York 12 anni prima quando si erano ritrovati in internet e avevano avuto scambi su skype? e così via). La vita è una combinazione di casualità, di sliding doors. E poi ci sono (secondo la mentalità coreana) le vite passate e quelle future. Geniale la scena iniziale, con le domande (ancora domande senza risposta, ipotesi, possibilità) poste da anonimi spettatori della scena del dialogo tra un uomo e una donna asiatici alla presenza di un americano. Un bel film, molto interessante, da vedere, ma non lo definirei un capolavoro.
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