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Premio Ceglie, la ricerca come missione universale

 Il 28 aprile dei cinque anni fa scompariva l’ingegner Renzo Ceglie, fondatore e per molti decenni protagonista di Edipuglia, la casa editrice barese specializzata nelle scienze umanistiche nota e apprezzata a livello internazionale.

In memoria del suo fondatore, già un anno dopo la sua scomparsa, la famiglia Ceglie e la casa editrice hanno voluto istituire un Premio destinato a valorizzare le ricerche di giovani promesse della ricerca nazionale e internazionale: la decisione fu quasi ovvia, visto l’impegno sempre profuso dall’ing. Ceglie a sostegno della ricerca e in particolare dei più giovani studiosi. Il premio consiste nella pubblicazione di monografie di ricercatori under 40, scelte da una Commissione scientifica, composta da Carlo Carletti, Rosalba Dimundo, Marcello Marin, Giorgio Otranto, Saverio Russo, Marina Silvestrini e presieduta da chi scrive.

Negli anni il Premio è andato acquisendo un rilievo sempre maggiore, tanto da essere considerato ormai uno dei riconoscimenti più ambiti. Soprattutto grazie a un lavoro quarantennale nella costruzione di un catalogo di grande qualità, con opere di archeologia, storia, epigrafia, storia dell’arte, filologia e letterature, con molte centinaia di titoli distribuiti in numerose collane affidate a direttori e comitati scientifici di altissimo profilo, Edipuglia si è conquistata uno spazio riconosciuto. Oltre alle opere di studiosi affermati, le sue collane hanno anche accolto studi di giovani ricercatori che hanno trovato in Edipuglia e nell’ing. Ceglie un riferimento fondamentale per le loro pubblicazioni nel corso di tutta la loro carriera.

Molte le opere premiate nelle precedenti edizioni, sia nella storia antica e moderna (prima edizione, 2017: Luciano Traversa, Provvidentia e temeritas in Cicerone, e Davide Balestra, Gli imperiali di Francavilla), in archeologia (seconda edizione, 2018: Manuel D. Ruiz Bueno, Dinámicas topográficas urbanas en Hispania. El espacio intramuros entre los siglos II y VII d.C.; terza edizione, 2019: Valeria di Cola, L’arco di Druso sulla via Appia).

Quest’anno il Premio, divenuto biennale, giunge alla sua quarta edizione, che ha visto la partecipazione di concorrenti in numero più ridotto (quattordici) rispetto alle precedenti edizioni, ma molto più qualificati, quasi tutti dottori di ricerca. Per questo la Commissione ha ritenuto non solo di assegnare il Premio ex aequo a due giovani studiosi ma anche di riconoscere una ‘menzione speciale’ a altri quattro candidati (Francesca Coccolo, Patrizia Giamminuti, Marco Moderato, Edoardo Vanni), le cui opere saranno ospitate in varie collane Edipuglia. Hanno vinto il Premio un filologo classico-papirologo trentenne, Lorenzo Sardone, con l’opera I Papiri del De Corona di Demostene. Storia e critica del testo, edito nella collana di storia antica dell’Università di Bari ‘Documenti e Studi’, e un giovane storico del cristianesimo antico, Mario Resta, con il saggio “Cristo vale meno di un ballerino?”. Danza e musica strumentale nel vissuto dei cristiani di età tardoantica, ospitato dalla collana ‘Biblioteca Tardoantica’.

Si tratta di due opere importanti e originali nei loro rispettivi campi disciplinari. Il De Corona di Demostene rappresenta, per giudizio unanime degli antichi e dei moderni, il punto più alto dell’oratoria antica, un riferimento divenuto costante nel corso del tempo. Sardone riesamina criticamente i tanti papiri (belle anche le foto a colori di alcuni di essi contenute nel volume) che riportano brani dell’orazione, la cui numerosità dimostra di per sé il successo di cui godette dall’età ellenistica fino alla tarda antichità. Con grande rigore e competenza Sardone non solo apporta varie novità sulla più antica tradizione manoscritta dell’opera di Demostene, ma getta anche nuova luce sulla produzione e sulla circolazione di uno straordinario classico della letteratura greca.

Diverso, e non meno accattivante, il tema affrontato da Mario Resta: “Cristo vale meno di un ballerino?” è la provocatoria domanda che alla fine del IV secolo d.C. Giovanni Crisostomo rivolge ai cristiani di Antiochia, molto attratti da giochi, feste, attori, mimi e ballerini. Partendo da questo quesito, Resta traccia una preziosa indagine storica sulla danza e sulla musica di accompagnamento, alla luce del conflitto tra la fede cristiana e il ballo, condannato in tante prescrizioni ecclesiastiche in quanto legato a pratiche pagane. Lo studio dimostra come in realtà l’apprezzamento per la danza e la musica sia durato a lungo, nonostante i divieti. Numerose sono anche le attestazioni di ballerini, attori e musicisti di fede cristiana. Del resto, come ha sottolineato un grande studioso della tarda antichità e del fenomeno cristiano, Peter Brown “i vescovi avevano meno autorità morale di quanto la loro posizione ufficiale nelle città potesse suggerire”. Merito di Resta sta, dunque, nel proporre un’analisi rigorosa di un fenomeno complesso, con spirito critico e laico, indagando non solo le norme e le prescrizioni, ma anche tutte quelle tracce del vissuto cristiano (si pensi alle cerimonie funebri che oltre al banchetto, il cosiddetto refrigerium, non disdegnavano anche il ricorso alla musica e alla danza), che molto risentiva di più antiche pratiche ‘pagane’, sia pur reinterpretate alla luce del nuovo credo.

Con queste due nuove opere si arricchisce il catalogo di una casa editrice che, nel quadro dei profondi cambiamenti in atto nel mercato editoriale italiano e internazionale, cerca tenacemente di conservare lo spirito e lo stile impressi dal suo fondatore: la qualità scientifica, la produzione artigianale seguita personalmente e amorevolmente prima dall’ing. Ceglie ora da suo figlio Carlo, dalla redazione e dalla piccola agguerrita équipe della casa editrice, lo stretto rapporto con gli autori-ricercatori e con le istituzioni scientifiche. Negli ultimi tempi Edipuglia sta affrontando una nuova sfida, che la pone all’avanguardia in campo nazionale e internazionale: quella dell’open access, che sempre di più caratterizzerà nel futuro la produzione editoriale scientifica.

Pur essendo divenuti internazionali gli orizzonti (numerosissimi sono gli autori stranieri e le università di molti paesi europei e extraeuropei che collaborano con Edipuglia) non è mai venuto meno il forte attaccamento al territorio pugliese, alla sua storia, alla sua cultura, al suo patrimonio, alle sue università, chiaramente impresso nella denominazione stessa della casa editrice, che l’ing. Ceglie volle fortemente e orgogliosamente, pur non avendo mai confuso radicamento territoriale con localismo, provincialismo, sovranismo. La ricerca scientifica è, infatti, un patrimonio universale.

 

Giuliano Volpe

Mercoledì 28 aprile, alle ore 10:30, in modalità telematica sulla piattaforma Microsoft Teams (link: https://bit.ly/327Qpo4, disponibile anche sulla pagina Facebook di Edipuglia) si svolgerà la cerimonia del Premio Edipuglia Renzo Ceglie, con la presentazione dei due volumi premiati. I volumi saranno presentati da Luciano Canfora, professore emerito di filologia classica dell’Università di Bari e Alessandro Saggioro, ordinario di storia delle religioni alla Sapienza Università di Roma. Sono previsti interventi di saluto del Rettore Stefano Bronzini e del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Paolo Ponzio. Interverrà la Commissione Giudicatrice.

 





  1. Pubblicato in La Gazzetta del Mezzogiorno, mercoledì 28.4.2021, p. 14.

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