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Tra Pompei e Roma

Oggi una mia rifessione su Pompei a La Repubblica Napoli e una intervista al Messaggero sul problema della Curia e dei custodi nell'area archeologica di Roma. In entrambi i casi (e in generale nella gestione dell'intero patrimonio culturale italiano) emerge la necessità di ripensare completametne la figura del 'custode'. Oggi servono da un lato squadre specializzate di manutentori, addetti alla manutenzione ordinaria, e dall'altro figure professionali competenti e ben formate al servizio dei visitatori. Come ho cercato di precisare, il 'custode' ha un ruolo fondamentale, delicato, di mediatore (spesso unico contatto) tra il patrimonio, le strutture di tutela e valorizzazione e i visitatori. Possibile che ad un ruolo così importante non dedichiamo l'attenzione che merita? Servono giovani preparati, anche con precise doti relazionali, che diano finalmente un'immagine (e una sostanza) diversa dei nostri musei e delle nostre aree archeologiche.
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