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Viaggio nell’Italia virtuosa. L’Ecomuseo del Casilino a Roma

Abbiamo avviato questo viaggio attraverso alcuni luoghi culturali italiani ben prima che esplodesse l’emergenza Covid-19. Non da ora sono convinto che l’Italia proponga un’infinità di siti, musei e monumenti da visitare e conoscere, coerentemente con le posizioni del FAI, pioniere e da sempre in prima linea nella tale strategia della valorizzazione del patrimonio diffuso. Penso anche che in tale ambito ci siano straordinarie possibilità di recupero, cura e valorizzazione grazie all’iniziativa dal basso e all’impegno delle forze migliori della società.

Ora che dall’emergenza pian piano cerchiamo di uscire e immaginiamo una possibile ripresa delle attività culturali e del turismo, quanto proponevamo da anni diventa un’esigenza ampiamente sentita. Il turismo di prossimità rappresenta, infatti, forse l’unica possibilità compatibile non solo con le norme di sicurezza ma anche con il bisogno di diversificare le mete, diluire i flussi, evitare l’eccesso di pressione solo in alcune città d’arte e in pochi musei e parchi. Siamo in presenza, per certi versi, di un’occasione imperdibile per valorizzare le aree interne, i siti d’altura, i piccoli borghi e perfino i quartieri periferici delle grandi città.

Un esempio, tra i tanti possibili, è offerto da un quartiere di Roma: l’Ecomuseo del Casilino ad duas Lauros, che, come affermano i suoi animatori,

«da “terra di risulta” marginale e degradata, si manifesta per quel che è: lo scrigno che custodisce una ricchezza culturale, ambientale e paesaggistica unica nel territorio della Capitale d’Italia».

Si tratta di una vasta area di edilizia popolare, sviluppatasi soprattutto negli anni Settanta, in un territorio periferico posto tra il parco di Centocelle, sulla Casilina, e Villa Gordiani, sulla Prenestina, un pezzo dell’Agro romano in un contesto urbano molto popolato, nel quale trovano posto il parco di Villa De Sanctis e alcuni monumenti archeologici di straordinario interesse: dalle catacombe dei santi Marcellino e Pietro al Mausoleo di Elena, mamma dell’imperatore Costantino.

Ci sono voluti più di 10 anni di lavoro e di studio da parte di un gruppo di cittadini per ottenere il riconoscimento dell’Ecomuseo che è ora una realtà viva e vitale.

Com’è noto, un ecomuseo non è un museo tradizionale, ma è il museo di un territorio e di una comunità, nel quale la partecipazione attiva dei cittadini è la componente essenziale. Ebbene alla comunità locale e ai visitatori sono ora proposti numerosi percorsi attraverso diversi paesaggi, quello archeologico e quello antropologico, quello artistico e quello spirituale, quello della memoria e quello naturalistico e, infine, quello enogastronomico. Insomma un vero viaggio nella storia, nelle tradizioni, nelle culture, a diretto contatto con le persone che in questo quartiere vivono, condotto con l’aiuto delle persone molto competenti e appassionate dell’Associazione che gestisce l’Ecomuseo. Tra le ultime iniziative organizzate si segnala "Archeologia prenestina", un percorso di un paio di ore nell’archeologia dell’antica via Gabina. Anche durante l’emergenza non si è rimasti con le mani in mano ma sono state organizzate varie visite virtuali sulla Street Art di Tor Pignattara, sulla Grande Guerra e sulla Liberazione di Roma.

Come segno di ripresa, sono ripartire le domeniche dell’Ecomuseo Casilino, in presenza e piena sicurezza, per esplorare il patrimonio culturale e ambientale dal Pigneto a Centocelle, da Tor Pignattara a Villa Gordiani.

Un’altra bella idea consiste nel progetto di istituzione del Museo del treno Casilino, per salvaguardare e valorizzare il patrimonio gravitante attorno alla ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone. Coerentemente con lo spirito dell’Ecomuseo, sono partiti il censimento partecipativo della narrazione collettiva delle comunità (storie sul trenino giallo) e la raccolta di fondi fotografici, documentali o audiovisivi.

E con la prossima ripresa potranno solo moltiplicarsi le opportunità per conoscere questo pezzo di territorio romano.

Pubblicato in https://www.fondoambiente.it/news/viaggio-nellitalia-virtuosa-l-ecomuseo-del-casilino-a-roma
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