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La saga dei Florio

Ieri sera ho finito leggere il secondo volume della saga dei Florio, oggi sono a Palermo e il destino ha voluto che il mio albergo sia in piazza Ignazio Florio.
448+668=1.116 pagine dedicate alla saga dei Florio. Confesso che quando ho cominciato la lettura del primo volume, tempo fa, non mi aveva entusiasmato. Amo le storie di famiglia ed ero reduce dalla lettura di un libro magnifico in questo genere, Gente del Sud di Raffaello Mastrolonardo, al quale ho dedicato tempo fa una breve recensione entusiastica. Poi però procedendo nella lettura, il mio rapporto con la scrittura della Auci è andato migliorando, soprattutto nel suo secondo volume (anche se resto convinto che un paio di centinaia di pagine in meno avrebbero giovato alla qualità complessiva dell'opera oltre che alla maneggevolezza, problematica quando si viaggia; per fortuna si è usata carta leggera; brutte secondo me le copertine!).
E' però soprattutto la vicenda dei Florio ad essere avvincente, perfetta per un romanzo. E' la storia di una potente famiglia fattasi dal nulla, capace di raggiungere nel giro di alcuni decenni e grazie alla tenacia e all'intelligenza dei fondatori Ignazio e Paolo, immigrati dalla Calabria e in grado di trasformare una piccola bottega di spezie in una grande impresa, e poi di Vincenzo e di suo figlio Ignazio che costruirono un impero con la compagnia di navigazione, la tonnara, il marsala. La terza generazione fu quella che dissipò la straordinaria ricchezza, in particolare Ignazio junior e suo fratello Vincenzo, più interessato alle auto, alle donne e alla bella vita.
Straordinarie le figure femminili di casa Florio, a partire da Giuseppina moglie di Paolo, e poi Giulia e Giovanna per finire con la grande donna Franca che tutti conosciamo per il celebre ritratto che ne fece Boldini e che associamo alle perle. La storia di una famiglia, di una città e di un Paese, nel corso di circa un secolo e mezzo.
Stefania Auci, che ha dedicato anni di studio, con molte letture, ha il merito di saper romanzare le tante vicende familiari, disegnando bene i personaggi e fornendo sempre ampio spazio al contesto storico e politico (belle le pagine dedicate per esempio al rapporto con Francesco Crispi), costruendo dialoghi credibili e manifestando una buona qualità di scrittura.
Insomma è una lettura che certamente richiede del tempo ma che merita di essere fatta. Io sono felice di averlo fatto, anche per l'amore che ho per questa straordinaria città.

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